a cura di Carmine Siniscalco

… segue da parte trentanovesima sulla contraddizione fra la corretta informazione micologica e il consumo di prodotti fungini commerciali che possono avere ripercussioni sulla salute pubblica.

Parte Quarantesima

Nella parte trentanovesima di questa rubrica è proseguita la disamina di alcuni aspetti interessanti riferibili alla “Micoterapia”. In particolare è continuata l’analisi di quei principi attivi e particelle scoperte nei macromiceti di cui se ne conoscono con certezza le funzioni. La maggior parte di queste molecole vanno generalmente sotto il nome di “tossine fungine” e ne continuiamo la trattazione attingendo come sempre dalla letteratura di riferimento. Nella parte trentanovesima sono stati anche illustrati due casi gravissimi di intossicazione da Amatossine o Amanitine presenti in funghi del Genere Lepiota confusi banalmente per altre buone “specie” commestibili.
Segue sui principi attivi e le particelle scoperte nei macromiceti:
• …“Le Amatossine o Amanitine: sono delle tossine costituite da vari polipeptidi biciclici contenuti in diverse specie di funghi “macromiceti”….”…

Genere Lepiota*: Lepiota brunneoincarnata Chodat & C. Martín, Lepiota brunneolilacea Bon & Boiffard, Lepiota helveola Bres., Lepiota pseudohelveola Kühner ex Hora (Sinonimo: Lepiota pseudolilacea Huijsman), Lepiota fuscovinacea F.H. Møller & J.E. Lange, Lepiota lilacea Bres., Lepiota subincarnata J.E. Lange (= Lepiota josserandii Bon & Boiffard), Lepiota castanea Quél., Lepiota clypeolarioides Rea, Lepiota citrophylla (Berk. & Broome) Sacc., Lepiota rufescens Morgan, Lepiota heimii (Locq. ex Bon) Contu (Sinonimo: Macrolepiota excoriata (Schaeff.) Wasser).

*Vanno prudentemente considerate velenose tutte le altre specie di Lepiota di piccola taglia anche se non ci sono dati in letteratura che lo confermino.

Segue su due casi recenti di intossicazione avvenuti in Calabria:
qui di seguito riporto la foto originale dei campioni fungini appartenenti alla specie Lepiota brunneoincarnata Chodat & C. Martín reperiti nel prato dove sono stati raccolti gli altri esemplari consumati responsabili del secondo grave caso di intossicazione avvenuto in Calabria e precisamente nella provincia di Cosenza nell’ottobre del 2014.

Lepiota brunneoincarnata (2)

Lepiota brunneoincarnata Chodat & C. Martín (Foto: C. Lavorato- © – Archivio Gruppo Micologico Sila Greca-AMB).

Lepiota subincarnata

Lepiota subincarnata J.E. Lange (Foto: C. Lavorato- © – Archivio Gruppo Micologico Sila Greca-AMB).

Lepiota castanea

Lepiota castanea Quél. (Foto: C. Lavorato- © – Archivio Gruppo Micologico Sila Greca-AMB).

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