Funghi Comuni: caratteristiche principali, sosia, aspetti tossicologici

Funghi Comuni: caratteristiche principali, sosia, aspetti tossicologici

a cura di Carmine Siniscalco

… segue da parte quarantatreesima sulla contraddizione fra la corretta informazione micologica e il consumo di prodotti fungini commerciali che possono avere ripercussioni sulla salute pubblica.

Parte Quarantaquattresima

Nella parte quarantatreesima di questa rubrica è proseguita la disamina di alcuni aspetti interessanti riferibili alla “Micoterapia”. In particolare è continuata l’analisi di quei principi attivi e particelle scoperte nei macromiceti di cui se ne conoscono con certezza le funzioni. La maggior parte di queste molecole vanno generalmente sotto il nome di “tossine fungine” e ne continuiamo la trattazione attingendo come sempre dalla letteratura di riferimento.

Segue sui principi attivi e le particelle scoperte nei macromiceti:
• …“Le Amatossine o Amanitine: sono delle tossine costituite da vari polipeptidi biciclici contenuti in diverse specie di funghi “macromiceti”…”…

Genere Lepiota*: Lepiota brunneoincarnata Chodat & C. Martín, Lepiota brunneolilacea Bon & Boiffard, Lepiota helveola Bres., Lepiota pseudohelveola Kühner ex Hora (Sinonimo: Lepiota pseudolilacea Huijsman), Lepiota fuscovinacea F.H. Møller & J.E. Lange, Lepiota lilacea Bres., Lepiota subincarnata J.E. Lange (= Lepiota josserandii Bon & Boiffard), Lepiota castanea Quél., Lepiota clypeolarioides Rea, Lepiota citrophylla (Berk. & Broome) Sacc., Lepiota rufescens Morgan, Lepiota heimii (Locq. ex Bon) Contu (Sinonimo: Macrolepiota excoriata (Schaeff.) Wasser).

*Vanno prudentemente considerate velenose tutte le altre specie di Lepiota di piccola taglia anche se non ci sono dati in letteratura che lo confermino.

Segue sulla contestata procedura di sinonimizzazione, da parte di alcuni autori, di Lepiota heimii (Locq. ex Bon) Contu con Macrolepiota excoriata (Schaeff.) Wasser):

nella parte quarantatreesima pur continuando la disamina di alcuni aspetti micotossicologici interessanti riferiti a quelle componenti micologiche che appartengono al Genere Lepiota ho volutamente introdotto alcuni concetti riferibili ad una grossa criticità a cui andiamo incontro io ed i miei colleghi/collaboratori nella realizzazione di studi innovativi in campo “Micologico”, “Micotossicologico”, “Ecologico” ed “Ambientale” utilizzando a “tutto tondo” le “componenti micologiche”. Ora i lettori di questa rubrica sono a conoscenza che per la mancanza di un’unica sistematica e tassonomia per i funghi siamo costretti per una …”scelta non ideologica, ma essenzialmente pratico-operativa…” ad adottare una sistematica ed una tassonomia di riferimento al fine di ridurre al massimo le problematiche di sinonimia.
Nel caso specifico in esame la specie fungina Lepiota heimii (Locq. ex Bon) Contu secondo la sistematica e la tassonomia utilizzate all’interno dell’Index Fungorum: Current name viene sinonimizzata con la buona specie Macrolepiota excoriata (Schaeff.) Wasser.
Secondo alcuni micologi tassonomi la specie Lepiota heimii (Locq. ex Bon) Contu ha delle differenze sostanziali rispetto all’altra tali da farla ritenere anch’essa una buona specie.
Queste diversità sarebbero:
• di natura morfologica:
 aspetto generale dello sporoforo di un Leucoagaricus;
 il cappello ha colori biancastri;
 il cappello da aperto resta a lungo tempo liscio;
 assenza di umbone sul cappello oppure in caso di presenza esso è appena pronunciato;
 la cuticola del cappello è solo tardivamente “poco escoriata”;
 il margine dell’anello è biforcato.
• di natura microscopica:
 le spore più strette,
 giunti a fibbia piuttosto rari ma presenti.

lepiota-heimii

Lepiota heimii (Locq. ex Bon) Contu (Foto: C. Lavorato- © – Archivio Gruppo Micologico Sila Greca-AMB).

Macrolepiota excoriata

Macrolepiota excoriata (Schaeff.) Wasser (Foto: C. Lavorato- © – Archivio Gruppo Micologico Sila Greca-AMB).

Le certezze sulla vera sistematica e la tassonomia di queste due raccolte sopra illustrate le avremo a breve quando saranno completati gli studi di biologia molecolare e le sequenze del DNA faranno definitivamente chiarezza sui dubbi in corso. Resta purtroppo il problema enorme della salute pubblica Infatti nella parte quarantunesima di questa rubrica abbiamo descritto in maniera dettagliata ed esaustiva M. excoriata ed in merito alla commestibilità avevamo riportato
…“Buon commestibile. Cresce in fine estate-autunno, a gruppi nei prati e nelle radure dei boschi, lungo i sentieri. La predisposizione per i prati e gli spazi aperti è tipica di questa specie e la contraddistingue dalle altre Macrolepiota”….
…“Per quanto riguarda la commestibilità si utilizza solo il cappello ben cotto. I gambi sono troppo duri ed indigesti, infatti come in tutte le Macrolepiota, sono coriacei e possono provocare Sindrome Gastrointestinale (vomito, diarrea, dolori addominali). La M. excoriata consumata cruda è tossica”….
Capite bene che per differenze così poco definite anche per gli addetti ai lavori il rischio di gravi intossicazioni per il consumatore occasionale per di più sprovveduto in ambito micologico e micotossicologico è altissimo per cui cari amici lettori vale sempre il mio consiglio:
Vanno prudentemente considerate velenose tutte le specie di Lepiota di piccola taglia anche se non ci sono dati in letteratura che lo confermino.

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