Funghi Comuni: caratteristiche principali, sosia, aspetti tossicologici

Funghi Comuni: caratteristiche principali, sosia, aspetti tossicologici

di Carmine Siniscalco
Referente Nazionale per la Micotossicologia dell’Associazione Micologica Bresadola (AMB)

(prima parte – seconda parte – terza parte – quarta parte
quinta
parte – sesta parte – settima parte – ottava parte)

Parte nona

… segue da Parte Ottava su Boletus sezione Edules Fr.

Nelle Parti Sesta, Settima e Ottava sono state indicate per sommi capi alcune tra le possibilità di confusione (sosia) tra le “sezioni” più note della Famiglia delle Boletaceae Chevalier ed i componenti della “sezione Edules” (porcini) considerata da sempre la più nota ed importante della “Famiglia”. Un errore da evitare sempre all’atto della raccolta è quello che si può verificare con Tylopilus felleus (Bull.) P. Karst., unica “specie” reperibile in Italia ed in Europa del Genere Tylopilus P. Karst. Le caratteristiche principali di questa “specie” sono l’imenoforo bianco-ghiaccio tendente al rosa, la sporata rosa o bruno-rosata e la carne del carpoforo intensamente amara. A titolo di cronaca segnaliamo che è sufficiente un solo piccolo esemplare di Tylopilus felleus per rendere immangiabile qualsiasi tipologia di preparazione gastronomica.

Tylopilus felleus (Bull.) P. Karst.

Tylopilus felleus (Bull.) P. Karst.

Tylopilus felleus predilige sempre substrati acidi e in ambiente appenninico lo si ritrova in prossimità o all’interno di ceppaie marcescenti e muschiose di castagno (prevalentemente) o di faggio. In ambiente alpino e prealpino sono i boschi di conifere (soprattutto Pinus sylvestris L. e Picea abies (L.) H.Karst.) ad offrire le situazioni ambientali migliori per la sua crescita e fruttificazione conservando sempre la caratteristica principale del “typus” che è quella di far nascere i carpofori in vicinanza di masse legnose in decomposizione con abbondanti rivestimenti di muschio. Trattandosi di una tipica “specie” micorrizica questo apparente legame con masse legnose in decomposizione e tappeti muschiosi potrebbe essere spiegato sia con la necessità della specie di attingere a riserve idriche indispensabili alla crescita dei carpofori durante il ciclo riproduttivo che si realizza preferibilmente durante il periodo estivo sia con particolari ed esclusive relazioni trofiche del complesso micorrizico non ancora individuate e descritte. Quest’ultima ipotesi ci offre l’opportunità di ricordare che nonostante i grossi progressi compiuti a livello mondiale nell’ambito della “scienza del suolo” molto è ancora da fare per quanto riguarda le conoscenze di quegli aspetti che ne definiscono “la qualità”, come ad esempio svelare i meccanismi che legano tra di loro “nella rete trofica del suolo” le varie componenti.

Particolare del cappello di Tylopilus felleus (Bull.) P. Karst.

Particolare del cappello di Tylopilus felleus (Bull.) P. Karst.

Dal particolare del cappello si può notare come i tubuli dell’imenoforo siano abbastanza lunghi se paragonati allo spessore della carne del pileo. Questo particolare rimane evidente anche nel fungo essiccato ed è usato come criterio discriminante, insieme al colore dei tubuli che può variare dal rosato al bruno-rosato nella lotta alle frodi commerciali dei “funghi secchi”.

Sulla presenza di Tylopilus felleus nei funghi commercializzati allo stato secco
In letteratura si rileva che attualmente, tra le provenienze europee di funghi essiccati, è praticamente inesistente la presenza di parti di carpoforo di Tylopilus felleus. Altrettanto non si può dire di altre provenienze, come ad esempio quelle cinesi, che spiccano per la presenza di una serie innumerevole di altre specie del Genere Tylopilus. Solo a titolo di informazione riportiamo che a livello mondiale questo “Genere” comprende numerose decine di specie. Molte di queste entità all’esame ispettivo sono facilmente identificabili come “frode”, mentre altre risultano difficilmente accertabili perché hanno lo stesso aspetto e colore della carne dei “porcini” nello stadio intermedio di maturazione. Purtroppo per quanto riguarda questo genere di frodi commerciali in campo alimentare ritengo sia molto difficile l’autodifesa del singolo cittadino; sarebbe opportuno ed auspicabile sia il potenziamento degli organismi di controllo ufficiali sia l’inasprimento delle pene nei confronti di coloro che attentano alla salute pubblica con questo tipo di meccanismi.

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