Funghi e bioindicazione (prima parte)

Funghi e bioindicazione (prima parte)

di Carmine Siniscalco
Referente Nazionale per la Micotossicologia dell’Associazione Micologica Bresadola (AMB)

Premessa

La qualità ambientale di un’area o di un territorio può essere stimata con l’uso di idonei indicatori, che possono essere definiti come strumenti in grado di rappresentare particolari condizioni dell’ambiente. Tuttavia, la qualità di un determinato sistema ambientale non può essere definita da un unico indicatore, ma di regola deve combinare informazioni relative a un insieme di indicatori, che possono presentare scale di misura diverse e richiedere un diverso peso nella valutazione.
Un buon indicatore deve avere caratteristiche in grado di garantire rappresentatività, accessibilità, affidabilità ed operatività. Ciascun indicatore, inoltre, deve garantire rilevanza ed utilità, validità analitica e misurabilità.

Funghi ed Ecologia del Suolo

I primi centimetri del suolo sotto i nostri piedi rappresentano una delle maggiori riserve di vita del pianeta ad oggi, per la maggior parte, inesplorati. I funghi ed i loro complessi ifali rappresentano una delle componenti biologiche principali del suolo. Il suolo entra in relazione con le piante a cui fa da supporto, formando un ecosistema unico con esse, i funghi, la fauna del suolo ed i microrganismi. La fertilità del suolo viene definita come la capacità del suolo di rendere produttive le colture. Si parla normalmente di fertilità chimica (somma degli elementi nutritivi in forma assimilabile a disposizione delle colture), di fertilità fisica (struttura, tessitura del terreno ecc.) e di fertilità biologica. Il concetto di fertilità biologica, però, è andato affermandosi solo in questi ultimi venti anni e con esso si vuole caratterizzare l’espressione del metabolismo e del turnover micologico e microbico. La funzione dei funghi e dei microrganismi del suolo è di molteplice natura e si esplica sia nei processi pedogenetici, sia nella regolazione dei cicli degli elementi nutritivi e quindi nella stessa nutrizione delle piante. I funghi ed i microrganismi intervengono infatti nella degradazione e mineralizzazione della sostanza organica, nella sintesi dell’azoto, nella formazione dell’humus e agiscono inoltre sulla mobilizzazione e stoccaggio degli elementi chimici.

Ife fungine

Nella foto le ife (filamenti uni e pluricellulari) che formano il micelio del fungo (ossia il corpo vegetativo).

Ma il suolo è anche un’entità estremamente vitale per cui parallele ricerche sono state svolte con lo scopo di evidenziare i rapporti di sinergismo e competizione dei microrganismi con le micorrize e/o i carpofori fungini nelle diverse situazioni pedologiche. Inoltre recentemente anche la fauna del suolo è stata oggetto di attente ricerche da cui iniziano ad emergere le correlazioni tra la sua presenza e lo sviluppo delle fruttificazioni fungine. Ad esempio, per garantire la crescita normale di un ascocarpo di Tuber, sarebbe necessario che esso possa assorbire sostanze nutritive, particolarmente piccole molecole organiche e sali minerali, da un volume di terra abbastanza ricco di humus pari a circa il doppio del raggio medio del tartufo. Questo volume di terra, tuttavia, non può essere esplorato dai ciuffi di ife che si formano dall’ascocarpo, perché sono di modesta lunghezza; per agevolare la nutrizione dei tartufi, interviene la microfauna del suolo, che assicura con la propria attività biologica un continuo approvvigionamento di elementi nutritivi nelle strette vicinanze del carpoforo. Anche nel caso dei rapporti tra ife ectomicorriziche e fauna del suolo, i rapporti che intercorrono tra le varie componenti biotiche e la loro potenziale funzione di indicatori, sono stati esaminati in dettaglio da studi compiuti sulle specie pregiate di Tuber, che hanno analizzato i ruoli e i rapporti tra le varie componenti, gettando nuove basi per future sperimentazioni sulla bioindicazione dei suoli.

Con il termine microfauna del suolo si intende, in senso lato, una serie complessa di specie animali dalle forme, dimensioni e funzioni variabili; specie i cui individui sono lunghi da 0,01 a 0,2 mm. Rientrano in questo gruppo: i Protozoi che mineralizzano i componenti azotati, fosfatici e solforati mettendo a disposizione delle ife nutrizionali sostanze facilmente assorbibili; i Rotiferi, i Tardigradi e i Nematodi che si nutrono di batteri, di protozoi e di ife fungine e partecipano alla decomposizione dei carpofori ipogei.

La mesofauna del suolo è costituita da specie animali che misurano da 0,2 a 2 mm, principalmente Acari e Collemboli, altri microartropodi (Proturi, Dipluri, Sinfili, Pauropodi, Pseudoscorpioni …) e Anellidi Enchitreidi (Oligocheti), che mostrano costumi alimentari tra i più vari e specializzati, tra cui molti detritivori e microfitofagi si nutrono delle ife fungine che prelevano dalle micorrize e dai ciuffi di micelio del carpoforo. I loro cataboliti (ricchi di ife fungine non ben digerite) saranno fonte di nutrimento per i lombrichi (Anellidi Oligocheti) e le ife nutrizionali delle specie fungine, le cui spore a loro volta vengono inoculate nelle pellets fecali della mesofauna, avvolte in complessi organici ed organo-minerali, permettendo in tal modo un’accelerazione enorme nei tassi di crescita e sviluppo delle ife fungine.

La macrofauna comprende individui che misurano più di 2 mm; include tra gli altri i seguenti gruppi: Anellidi Lombricidi, Molluschi Gasteropodi, Crostacei Isopodi, Aracnidi Araneidi e Opilioni, Chilopodi (centopiedi), Diplopodi (millepiedi), e, tra gli Insetti, principalmente larve ed adulti di Coleotteri, larve di Ditteri, oltre a Isotteri (Termiti) e Imenotteri (Formiche). Questi organismi contribuiscono in varia misura alla decomposizione e al rimescolamento orizzontale e verticale della materia organica di origine animale, vegetale e fungina. Assumono particolare rilievo le funzioni svolte dai Lombrichi che, nutrendosi di frammenti organici, di escrementi di Acari e di Collemboli e di particelle minerali, producono cataboliti di circa 1 mm di grandezza, avvolti da un materiale mucoso di provenienza intestinale, che vengono facilmente e velocemente colonizzati dalle ife nutrizionali delle specie fungine, le quali inoltre trovano particolare giovamento dall’areazione prodotta tramite le gallerie scavate, fino a 2,5 m di profondità, dai Lombrichi stessi. Anche le Formiche provvedono all’areazione del suolo con gallerie scavate fino a 70-80 cm, ma la loro funzione principale è legata al rimescolamento dei materiali degli strati inferiori estrusi verso l’esterno durante la fase di scavo delle gallerie, annullando gli effetti negativi del dilavamento del- l’acqua piovana sulle sostanze nutritive.

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