Funghi e bioindicazione (sesta parte)

Funghi e bioindicazione (sesta parte)

di Carmine Siniscalco
Referente Nazionale per la Micotossicologia dell’Associazione Micologica Bresadola (AMB)

(prima parte – seconda parte – terza parte – quarta parte – quinta parte)

Le caratteristiche trofiche dei funghi come funzione chiave dei processi legati alla fertilità del suolo e alla bioindicazione

I funghi stanno guadagnandosi sempre più un ruolo principale nel monitoraggio della qualità del territorio grazie alle specializzate attività trofiche dei vari taxa che ne garantiscono la presenza in tutti gli habitat terrestri. Infatti, come abbiamo già detto in interventi precedenti, i miceti grazie alle interazioni dinamiche nelle relazioni trofiche da organismi eucarioti eterotrofi, privi di clorofilla, possono colonizzare ogni modello ecosistemico.

In sintesi i funghi possono essere raggruppati in tre grosse categorie:

funghi parassiti: si nutrono a spese di sostanze organiche appartenenti ad animali, funghi o vegetali viventi;

Meripilus giganteus

Cospicua fruttificazione del fungo Meripilus giganteus (Pers.) P. Karst. che ha parassitato un esemplare di Fagus sylvatica L. (faggio).

 

funghi saprofiti: si nutrono a spesa di sostanze organiche appartenenti ad animali, funghi o vegetali morti;

Mycena galericulata

Fruttificazione del fungo Mycena galericulata (Scop.) Gray che sta contribuendo alla degradazione di una ceppaia morta di Quercus cerris.

 

funghi simbionti: si nutrono delle sostanze organiche elaborate dalle piante, che vengono prelevate dai continui scambi che si stabiliscono a livello degli apparati radicali assorbenti nei rapporti di vita mutualistica che si instaurano tra le piante verdi e gli ospiti fungini;

Boletus reticulatus

Fruttificazione del fungo micorrizico Boletus reticulatus Schaeff. in un bosco delle zone temperate.

I funghi, insieme ai batteri e ad altri microrganismi, provvedono alla degradazione catabolica della sostanza organica fino ad ottenere molecole semplici sotto forma di acqua, anidride carbonica e sali minerali e alla sintesi metabolica di complesse molecole organiche e organico-minerali che partecipano alla formazione dell’humus.
I funghi e i microrganismi rappresentano dunque una componente di fondamentale importanza per la fertilità del suolo e svolgono un ruolo insostituibile in mancanza del quale il suolo rappresenterebbe semplicemente un inerte supporto meccanico.

In merito alla bioindicazione possiamo riferire che recenti investigazioni sembrano avvalorare l’ipotesi che nei prati di montagna la presenza di corpi fruttiferi di funghi appartenenti alla Famiglia delle Hygrophoraceae (simbionti delle Graminaceae) sia limitata dall’eccesso di sostanze azotate di origine sia minerale sia organica. La diminuzione degli apporti nutritivi antropici sembra comunque permettere il ripristino delle condizioni originarie, probabilmente perché il micelio fungino responsabile dell’attività micorrizica, in questo caso, non risente in maniera permanente dell’inquinamento azotato del suolo.

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