Funghi e bioindicazione (quinta parte)

Funghi e bioindicazione (quinta parte)

di Carmine Siniscalco
Referente Nazionale per la Micotossicologia dell’Associazione Micologica Bresadola (AMB)

(prima parte – seconda parte – terza parte – quarta parte)

Funghi come indicatori di diversità di habitat

Molto importanti per la conoscenza e la conservazione degli ecosistemi sono gli indicatori di diversità biologica in termini di ricchezza e abbondanza di popolazione. Noi sappiamo che le componenti biologiche del suolo svolgono un ruolo estremamente importante, sia nella mineralizzazione dei nutrienti, partendo dalla degradazione della sostanza organica morta, sia nel mantenimento di una struttura del terreno più o meno favorevole.
In un determinato habitat più è elevato il livello della biomassa, comprese le componenti micologiche, maggiori sono le garanzie sia della qualità dei nutrienti, sia di una migliore struttura del substrato.
Quindi i funghi ed in particolare i macromiceti hanno un ruolo fondamentale nelle funzioni appena descritte per cui essi possono essere utilizzati anche nello studio e nel monitoraggio della biodiversità di un ecosistema o di un ambiente ed in particolare nella valutazione della qualità ambientale come indicatori di diversità a livello genetico, in termini di ricchezza e abbondanza di popolazione.

Gli studi compiuti in Italia negli ultimi quindici anni sui funghi consentono di ampliare le conoscenze su queste componenti di biodiversità del suolo, permettendo di integrare al massimo i dati sul biomonitoraggio del suolo disponibili sul territorio nazionale con lo studio dei macromiceti e mixomiceti.
In particolare le nuove conoscenze sull’ecologia delle comunità fungine e sull’abbinamento delle specie micologiche censite agli habitat di riferimento, secondo la codifica in uso presso i sistemi europei di coordinamento dell’informazione ambientale (CORINE Land Cover “COoRdination of INformation on the Environment”, CORINE Biotopes, EUNIS e NATURA 2000) hanno permesso di realizzare il primo documento, sia a livello nazionale che internazionale, che costituisce ad oggi una pietra miliare in questo tipo di studi.

Sulla base dei dati nazionali disponibili, sono stati creati degli elenchi di specie per ciascun habitat in base alla frequenza delle segnalazioni. Le specie caratteristiche e differenziali sono quelle che emergono dal confronto con altri habitat in base a frequenza e presenza; le specie frequenti sono quelle con elevato numero di segnalazioni ma presenti anche in altri habitat. Tali specie rappresentano un campionario di elementi di pregio ecologico e di indicatori di qualità ambientale.
Questo prodotto così innovativo sarà utile per diversi campi applicativi e in particolare potrà essere utilizzato per realizzare quegli studi che fino a oggi hanno escluso le componenti micologiche dalle varie valutazioni in cui i funghi, pur costituendo una componente essenziale degli ecosistemi, non sono stati considerati per assenza di dati e quindi di conoscenze di riferimento.

funghi

Nello specifico in futuro si potranno effettuare i seguenti studi:

• analisi puntuali della biodiversità a livello specifico e di comunità;

• approfondimento della conoscenza ecologica nei diversi ambienti di interesse nazionale e comunitario, con particolare riferimento alle specie rare e protette;

• raccolta di informazioni sulla distribuzione delle specie nei diversi habitat e sui serbatoi di biodiversità, associando i sistemi europei di classificazione delle unità territoriali, relativamente all’uso del suolo (CORINE Land Cover) e ai biotopi (CORINE Biotopes, EUNIS, NATURA 2000), ai record floristici, micologici, biologici e lichenologici;

• utilizzo delle specie fungine come bioindicatori di qualità negli interventi di ripristino;

• utilizzo delle specie fungine come indicatori nella realizzazione di carte della naturalità, della pressione antropica, della sensibilità ecologica e della vulnerabilità.


Per chi volesse saperne di più è possibile scaricare gratuitamente il Manuale “Abbinamento dei macromiceti italiani ai sistemi di classificazione degli habitat. Prima correlazione tra specie fungine, habitat e coperture del suolo sul territorio nazionale” a cura di C. Siniscalco et al. (clicca qui).

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