a cura di Pierpaolo Signorelli

Rivoluzionaria proposta dell’Azienda Italiana FuturePower, che in occasione della conferenza tenutasi qualche giorno fa nel 1° Municipio a Roma, ha lanciato la sua proposta per contribuire a risolvere il problema dei rifiuti nella Capitale (e non solo) con un approccio innovativo, capace di mitigare i costi energetici e di smaltimento per l’utenza, pubblica e privata. L’ing. Marco Baudino, CEO dell’Azienda, ha presentato l’impianto a digestione anaerobica con fermentazione a solido. Si tratta di un innovativo procedimento perfettamente introdotto in Svizzera e finalmente maturo per una estensione anche in Italia.

L’ipotesi di installazione dell’impianto potrebbe essere perfettamente pianificabile a Roma nell’ex deposito ATAC del I° Municipio, quindi nel centro storico della città (grande rivoluzione concettuale oggi perfettamente integrata in contesti urbani svizzeri), fornendo elettricità e calore alle utenze del circondario. Peraltro quella mostrata sarebbe il modulo base, ma, in funzione delle necessità e disponibilità, potrebbe essere accresciuto di potenza ed efficienza. Si prenderebbero così tre piccioni con una fava:

1) lo smaltimento “dell’umido” con la sua completa valorizzazione in energia termica, direttamente disponibile nelle case con abbattimento dei costi (e inquinamenti) della caldaia;

2) disponibilità elettriche aggiuntive e alternative (applicabili in programmi di mobilità elettrica);

3) produzione di fertilizzante organico tracciato e certificato per l’uso in orti urbani, per la manutenzione dei giardini pubblici, per il ripristino di aree “desertificate”.

Inoltre l’Azienda, con la “sua” FuturePower commercializza il nuovo brand di “cose sostenibili per la casa” VIPOT, con una gamma di prodotto realizzata in lolla di riso, totalmente naturale, sostitutivo della plastica e alternativo, in pratiche di annullamento del rifiuto plastico. Riportando anche all’uso di sistemi di riuso su cauzione.
Prodotti moderni per pratiche virtuose “antiche”, mai però così attuali, la gamma è composta di vasi per la coltivazione di piante biologiche, di vasi decorativi per la messa a dimora domestica, di piatti e oggetti per la cucina per il consumo dei cibi.

VIPOT

VIPOT diventa poi estremamente utile per seguire le prescrizioni europee previste dalle recentissime direttive in tema di diffusione dell’economia circolare e delle necessarie pratiche di prevenzione dei problemi, come quello della proliferazione dei rifiuti. Si osservi che VIPOT a “fine vita” viene conferito insieme allo scarto organico (nell’umido) e trattato nell’impianto qui sopra descritto.

Nell’insieme si tratta di un progetto coraggioso e d’avanguardia che l’ing. Baudino sta portando avanti con tenacia e a cui Accademia Kronos guarda con fiducia, nella speranza che tale esempio possa costituire un precedente per gli 8000 e più comuni d’Italia e per tutto il Territorio.

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