Gli OGM hanno fatto aumentare l’impiego di pesticidi negli USA

Gli OGM hanno fatto aumentare l’impiego di pesticidi negli USA

articolo di Alessandra Mambri (Tutto Green)

Uno studio apparso di recente su Environmental Sciences Europe, a firma di Charles M. Benbrook, svela che l’uso di colture OGM ha portato negli USA ad un aumento nell’utilizzo dei pesticidi. Dopo sedici anni di massiccia diffusione di mais, soia e cotone OGM , l’impiego di pesticidi è aumentato di 183 kt (+7%).

Le multinazionali biotech avevano garantito che l’impiego di OGM avrebbe ridotto l’uso, rispettivamente, di diserbanti e di insetticidi: e così in effetti è stato dal 1996 (data dell’immissione sul mercato delle prime colture OGM) fino al 2001, secondo lo studio. Infatti dopo una modesta riduzione nell’uso di pesticidi nei primi anni di diffusione degli OGM, il loro impiego è tornato a salire; l’uso predominante di un solo erbicida – il glifosato- ha portato ad una forte pressione selettiva che ha dato origine ad almeno 22 piante infestanti.

L’aumento nell’utilizzo dei pesticidi moltiplica i rischi ambientali: i ricercatori segnalano una maggiore vulnerabilità agli agenti patogeni, una minore disponibilità di minerali e micronutrienti, una minore efficienza nell’uso dell’acqua ed una netta riduzione delle specie di insetti e uccelli nelle campagne.
Crescono anche i rischi per la salute umana. Il contatto con gli erbicidi può avvenire attraverso il cibo, l’aria e l’acqua. Negli stati agricoli del Mississipi e Iowa campioni di acqua e aria contenevano glifosato nel 70-100% dei casi.

Lo studio pubblicato da M. Benbrook prende in esame le 3 colture più diffuse negli USA (cotone, soia, mais), la relativa gamma di OGM resistenti ai diserbanti o in grado di produrre insetticidi, la quantità di diserbanti ed insetticidi usati anno dopo anno dagli agricoltori americani. La prestazione peggiore è quella della soia OGM, resistente ai diserbanti. Hanno dato invece migliori risultati alcune colture in grado di produrre tossine insetticide: in effetti, l’impiego degli insetticidi è lievemente diminuito.
Secondo l’autore, però, neanche l’impiego di OGM resistenti a diserbanti come il 4,3-D, che sono ancor più potenti di quelli, tipo il Roundup, ora comunemente abbinati alle colture geneticamente modificate, consentirà di risolvere la crisi. Si produrrà, infatti, lo stesso meccanismo e dosi maggiori di veleni saranno sparse sui campi e nell’ambiente.

pesticidi

2 Comments

  1. avatar Alberto Guidorzi says:

    Ecco il commento che trasmesso a chi mi ha interpellato per giudicare il suo scritto.

    Michele

    Allora ti spiego tutte le omissioni che quella incompetente di donna e ideologicamente tarata ha omesso di dire. E’ inoltre di una disonestà intellettuale incredibile perchè parla di pesticidi senza distinguere tra diserbanti e insetticidi.

    1° E’ vero che è aumentato l’uso del gliphosate, ma è nella logica delle cose in quanto è aumentata enormemente la superficie di PGM che hanno incorporato questo tratto genetico. Però dato che la soia ed il mais si diserbavano anche prima è evidente che sono calati gli altri. Tra l’altro in USA è calato l’uso dell’atrazina (un diserbante ecologicamente inadatto e che noi in Europa abbiamo abolito).

    2° Dice che sono aumentate le piante resistenti al gliphosate, ma questo non c’entra nulla con il mais è la soia OGM, c’entra con una pressione selettiva esercitata scriteriatamente da agricoltori che si sono trovati un diserbo molto più facilitato ed allora “avanti Savoia”! Ti potrei citare una enormità di esempi di resistenze create in agricoltura convenzionale esagerando con diserbi, anticrittogamici e insetticidi senza alternarli. Le PGM resistenti al 2-4D (l’autrice dimostra massima incompetenza e mancanza di controllo dei dati quando si scrive in quanto lo chiama 4-3D che non esiste) sono state appunto create perchè gli agricoltori alternino i principi attivi con cui diserbano e diminuire la pressione selettiva. Cosa che dovevano fare fin dall’inizio e sono stati fessi a non farlo e quindi i colpevoli sono loro non le PGM

    3° Il gliphosate nelle acqua (il gliphosate nell’aria è una balla potente) non se ne trova assolutamente perchè è proprio un diserbante che è prontamente metabolizzato nel terreno, quindi nelle acque ci trovi l’AMPA che è il prodotto di degradazione e che provoca pochi danni e non è tossico. Confermo quindi il fatto che nelle acque sia aumentato il contenuto di AMPA, ma l’AMPA è un prodotto della degradazione dei detersivi e sistemi di raffreddamentoi a base di aminométhylène-phosphonati ed è stato calcolato che su tre molecole di AMPA trovate, una molecola di AMPA è ascrivibile al gliphosate agricolo, mentre due sono ascrivibili ai detersivi. Infatti, l’AMPA è contenuto molto nelle acque di depurazione dei depuratori degli abitati.

    4° essa afferma: “Hanno dato invece migliori risultati alcune colture in grado di produrre tossine insetticide”. Certo che è vero, ma prima di tutto sono delle PGM Bt ed inoltre hanno fatto diminuire in modo estremamente marcato e superiore a quello che dice lei. In India facevano anche 15 trattamenti per il bruco della capsula del cotone ora con il Cotone Bt ne fanno al massimo due e in certi anni nessuno. Se in agricoltura un insetto è poco presente e quindi fa pochi danni nessuno si fa carico di avvelenarlo lo si controlla in modo che i suoi parassiti e le difese che attuano le piante li mantengano a livelli accettabili, A questa non gli gli hanno detto della lotta integrata, ormai tanto praticata in agricoltura.nformo che

  2. avatar Sara Evalli says:

    Gentilissimo Alberto Guidorzi, mi piacerebbe un suo commento altrettanto dettagliato alla seguente nota dell’ISPRA (che purtroppo non trovo nella sua forma ufficiale sul sito di ISPRA), in merito al glifosate:
    http://www.aveprobi.org/wp-content/uploads/2007/05/14-04-30-ISPRA-ISDE-Effetti-del-Glifosate-1.pdf

    Presenza in acque lombarde confermata anche dall’ultimo Rapporto Nazionale Pesticidi nelle acque di ISPRA relativo ai dati 2011-2012 e pubblicato nel 2014.
    (http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/rapporti/Rapporto_208_2014.pdf)

Rispondi