Fonte: Teatro Naturale

Questa settimana la Commissione europea si appresta a rinnovare l’autorizzazione per 15 anni all’erbicida glifosato. Una decisione a cui si oppongono parlamentari e associazioni. Lo Iarc ne aveva indicato la potenziale cancerogenicità.

L’Unione Europea si appresta ad estendere il via libera al glifosato, sostanza usata in molti erbicidi tra cui il Roundup di Monsanto. Lunedì e marterdì, a Bruxelles, gli esperti delle singole nazioni si riuniranno, ma è improbabile un blocco dell’autorizzazione che scadrebbe a giugno.
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha reso noto un parere secondo cui è improbabile che il glifosato provochi il cancro. La conclusione però è opposta a quella dell’Agenzia per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), e la divergenza ha alimentato un dibattito piuttosto acceso.

Non sono solo le associazioni ambientaliste ad aver dato battaglia sul tema, ma anche gli stessi parlamentari europei. “Minaccia gli animali e le piante. E’ probabilmente cancerogeno per l’uomo. Contiene dei coformulanti, che possono essere ancora più tossici. Il parere dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) è lacunoso e manca di trasparenza, del resto tre dei loro studi vengono mantenuti segreti” hanno dichiarato alcuni eurodeputati del gruppo dei Verdi, ma anche dei Socialisti e Democratici e dell’Alleanza dei Democratici e Liberali per l’Europa.

Alla luce di tali polemiche la Commissione europea starebbe cercando un compromesso, ovvero autorizzare il glifosato per altri 15 anni, ma vietare alcuni coformulanti. In particolare verrebbe vietato almeno un coformulante chimico usato in combinazione con il principio attivo: ossia il Poe-tallowamine (già vietato in Germania). Inoltre, per aumentare il livello di sicurezza, il progetto di proposta prevede di dare agli Stati membri la possibilità di identificare altri coformulanti dannosi attualmente utilizzati nei fitofarmaci.
La proposta della Commissione europea sarà poi presentata al Comitato permanente europeo per i prodotti fitosanitari che potrà pronunciarsi a nome dei singoli Stati membri.

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