Sul palco a noi “vecchi” non ci hanno permesso di salire, hanno parlato tutti studenti e giovani ad eccezione dell’unico “non ragazzo” autorizzato: il prof. Antonino Pasini del CNR, noto climatologo che sostiene da mesi le attività dei giovani.

In piazza del Popolo a Roma, Greta Thunberg trova finalmente il suo popolo. Giovedì al Senato l’attivista svedese ha strapazzato una platea di notabili e adulti, accusandoli di adularla e poi non fare nulla. Ma ieri a Roma, la sedicenne svedese ha partecipato al consueto sciopero per il clima del venerdì. E qui, ha caricato a molla le migliaia di ragazzi che hanno scoperto l’impegno ambientale grazie a lei. «Qualcuno dice che stiamo perdendo il tempo delle lezioni – dice dal palco – Noi diciamo che stiamo cambiando il mondo».

Contro il cambiamento climatico tutti in piazza con Greta Thunberg

E si lascia andare ad un «Ciao Roma!» come una rockstar, strappando l’applauso dei ragazzi (3.500 per la questura, 25.000 per gli organizzatori). Greta, pantaloni viola, maglia a righe, le immancabili trecce, parla in inglese. Nessuno dal palco la traduce. Ma i suoi ragazzi mostrano di capire lo stesso, e applaudono in continuazione. «Il problema base è che nulla viene fatto per arrestare la catastrofe ecologica – scandisce Greta -. Dobbiamo prepararci a lottare per lungo tempo. Non basteranno settimane o mesi, ci vorranno anni». E ancora: «Noi non siamo quelli che hanno creato questa crisi. Noi siamo nati in questo mondo dove c’è un’emergenza esistenziale ignorata, e abbiamo deciso di agire perché siamo stufi delle bugie e delle promesse non mantenute». Poi conclude: «Noi ragazzi stiamo facendo questo per svegliare gli adulti, perché vogliamo che agiscano, perché vogliamo indietro le nostre speranze e i nostri sogni».

Greta Thunberg, chi c’è dietro la favola green. La madre ha già pubblicato un libro Prima di lei, nella mattinata calda e soleggiata hanno parlato i ragazzi dei Fridays For Future di tutta Italia, i comitati spontanei che il venerdì organizzano gli scioperi del clima nelle varie città, sull’esempio di Greta. I toni vanno dall’assemblea studentesca al centro sociale, con invettive che dai sussidi alle fonti fossili arrivano a Tav, Mose e privati nelle università. Il movimento lamenta anche di essere stato tenuto ai margini durante l’evento al Senato. Alice, 9 anni, è l’oratrice più piccola, e anche l’unica che parla in inglese. Arriva insieme a Greta e dice «sono qui per sostenerla».

Tra il pubblico, i ragazzi raccontano che da quando è arrivata Greta, nelle scuole si parla più di clima ed ecologia. E soprattutto, hanno cominciato a fare qualcosa per l’ambiente: «Prima compravamo l’acqua nelle bottiglie di plastica – racconta Francesca, 18enne romana -, ora a tavola usiamo la brocca con l’acqua del rubinetto». Il palco è alimentato (in parte) da 128 biciclette, che pedalando su generatori producono elettricità. L’idea è stata presa dai concerti del complesso Tetes de Bois. Il cantante del gruppo, Andrea Satta, è anche l’autore della canzone per Greta che viene diffusa dagli altoparlanti: «Tempo/ non c’è più tempo/ mi muovo adesso altrimenti mi pento». Sul palco appare sempre un po’ rigida e spaurita, ma sorride di più e saluta con la mano. Alla fine la portano via con un cordone di servizio d’ordine, tra la folla in delirio. Sparisce in macchina come una rockstar, ma è un’utilitaria rigorosamente ibrida.

Articoli correlati

COMMENTA

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.