a cura di Federica Vitale (fonte: FOCUS)

Gli scienziati non sanno ancora come spiegare la differenza, ma è possibile che i bombi (apidi del genere Bombus) rilasciano una sostanza chimica che innesca una risposta più forte nelle piante.

Un nuovo studio suggerisce che i bombi hanno trovato un modo astuto di forzare le piante a fiorire per avere più polline a loro disposizione. I bombi (nel caso specifico dello studio, il Bombus terrestris) usano la proboscide per creare buchi nelle foglie delle piante, facendole fiorire settimane prima del previsto.

La ricerca

Per testare questa idea, il team (i ricercatori del Federal Institute of Technology di Zurigo) ha posto delle gabbie su senape nera (Brassica nigra) e pomodori (Solanum lycopersicum) che non avrebbero dovuto fiorire e ha rilasciato gli apidi affamati e privi di polline.
Per fare un confronto, gli scienziati hanno messo più piante di questi due tipi in una serra senza apidi e, in un altro gruppo di controllo, i ricercatori stessi hanno praticato buchi nelle foglie allo stesso modo di questi animali.
I risultati sono stati sorprendenti. Le piante di senape nera “masticate” dai bombi fiorivano, in media, 16 giorni prima delle altre, e le piante di pomodori fiorivano fino a 30 giorni prima.

Il team ha anche scoperto che i bombi privati ​​del polline hanno causato danni significativamente maggiori alle piante rispetto a quelli con cibo sufficiente, suggerendo che la fame aumenta la velocità con cui i bombi danneggiano le foglie.
Nel caso delle piante in cui i ricercatori hanno praticato i buchi, hanno anche fiorito prima del normale, ma non così tanto: le piante di senape nera danneggiate sono fiorite otto giorni prima e il pomodoro solo cinque.

Gli scienziati non sanno ancora come spiegare la differenza, ma è possibile che i bombi rilasciano una sostanza chimica che innesca una risposta più forte nelle piante. In questo caso, saranno necessarie ulteriori ricerche per capirlo di sicuro!

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