a cura di Filippo Mariani

C’era nell’aria da tempo la minaccia di qualche fatto naturale eclatante, l’inizio di effetti ingenti sul nostro pianeta legati ai cambiamenti climatici. Avevamo iniziato a registrare da qualche anno lo sbiancamento e la morte dei coralli delle barriere coralline australiane, la lunga siccità dell’Africa orientale e il dramma del Polo Nord i cui ghiacci vanno rapidamente fondendosi e che 5 mesi l’anno è diventato navigabile. Ora tocca al permafrost della Siberia e dell’Alaska, che a causa dell’innalzamento delle temperature del pianeta va rapidamente sciogliendosi, immettendo nell’atmosfera il micidiale CH4 (metano). Un gas serra 22 volte più aggressivo della CO2. Il fenomeno dello scioglimento del permafrost sta maggiormente interessando tutta la regione della Siberia, dove si aprono improvvisamente crateri e dove il terreno, tra improvvisi sprofondamenti e nascita di “doline”, sta letteralmente modificando la morfologia di questa regione russa.

E’ comparso così all’improvviso in Siberia, in località di Batagai, nel distretto di Verchojanskij, un cratere di dimensioni impressionanti come si può vedere nella foto. Gli abitanti locali sono terrorizzati perché pensano che questo immane cratere possa pian piano inghiottirli ed in effetti si allarga giorno dopo giorno, al momento misura 2 Km di lunghezza. I locali, dando credito ad antiche leggende, hanno definito questo cratere come “la porta dell’Inferno”. I primi segni del cratere di Batagaika, si sono avuti alcuni anni fa, quando i soliti “sapienti” dicevano che il fenomeno del riscaldamento globale dell’atmosfera era un’invenzione di noi ambientalisti, ma all’inizio era di pochi metri di diametro poi, all’improvviso, ha iniziato ad aprirsi ad una velocità impressionante, fino a raggiungere le attuali dimensioni.
Secondo gli ultimi rilievi dei geologi, il cratere starebbe crescendo al ritmo di più di 18 metri l’anno. Per molti scienziati questo è un fenomeno sconosciuto in cui non si riesce ancora a capire dove porterà. Pertanto alcuni scienziati temono che potranno apparire ancora molti altri crateri, tali da sconvolgere tutta la regione della Siberia.

cratere di Batagai

Il cratere Batagaika. Questi crateri sono chiamati dagli scienziati: “megaslump” o “thermokarst”.

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La rituale disamina della stima delle temperature medie globali dell’anno passato, mediante l’analisi dei dati grezzi e grigliati, mostra come il 2017 non abbia battuto il record stabilito un anno prima dal 2016, ma ci sia andato comunque molto vicino. Infatti, nella classifica degli anni più caldi, il 2017 si colloca al secondo posto sopra il 2015, con valore di anomalia, + 0,51o °C rispetto al periodo 1981-2010, +1o °C rispetto all’inizio del secolo.

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