Meteoclima del 08.09.13

Accade nel mondo

Gabriele La Malfa

Qualcuno, vedi governi occidentali, dopo l’allarme del NOAA (CO2 che ha superato la “linea rossa” dei 400 ppm) ha chiesto ai propri scienziati se il pericolo era reale oppure se era la solita propaganda degli ambientalisti – catastrofisti. < No, è tutto vero! > Questa la risposta del mondo scientifico che anzi ha aggiunto: <Se, come dice il NOAA, supereremo la soglia di 470 ppm di CO2 in atmosfera gli sconvolgimenti climatici sul pianeta metteranno a repentaglio la vita di molte specie viventi sulla Terra>. A questo punto, finalmente, si è aperta la grande mobilitazione. Negli USA La Cia sta finanziando uno studio dell’Accademia delle Scienze per valutare se la geoingegneria (ingegneria del clima) è in grado di trovare soluzioni per combattere il riscaldamento globale. In particolare controllando e modificando artificialmente il clima. – La CIA? E cosa centra? Si, proprio la CIA. E’ questo fa intravedere la gravità del problema, perché cambiamenti climatici profondi potrebbero rompere equilibri già precari nella geopolitica planetaria.

Tra i finanziatori di questo studio c’è anche, udite … udite, Bill Gates, lo stesso che ha finanziato in Norvegia, in una gelata isola di granito, l’arca dell’umanità, un rifugio- deposito anti catastrofe dove al suo interno sono conservati tutti i semi delle principali piante del pianeta, in particolare di quelli che producono alimentazione per noi umani.

Ma mentre gli USA stanno ancora decidendo cosa fare dopo le risposte degli scienziati, gli inglesi stanno già sulla fase della sperimentazione avanzata. Il progetto inglese infatti prevede di produrre in scala industriale grandi palloni pieni di elio capaci di superare gli strati più alti dell’atmosfera terrestre e, poi, rilasciare acqua vaporizzata al fine di creare nubi stratificate d’alta quota capaci di schermare i raggi solari verso la Terra, producendo altresì quello che è conosciuto come effetto albedo, ciò uno schermo bianco capace di riflettere nello spazio parte dei raggi solari.

Gli scienziati USA invece vorrebbero riproporre gli esperimenti degli anni ’90 quando alcune porzioni di mare furono “fertilizzate” con particelle di ferro al fine di favorire un’ abbondante fioritura di alghe, capaci a loro volta di assorbire l’anidride carbonica dall’atmosfera e poi, morendo, trascinarla negli abissi oceanici. Ma questo sistema di fertilizzazione del mare fu fermato perché si era notato che modificava pericolosamente il pH delle acque, accelerando il processo di acidificazione degli oceani.

Un altro sistema discutibile proposto da alcuni scienziati, sempre USA, è quello di sparare nella stratosfera solfati o meglio solfuri Dimetile o DMS, in quanto quest’ultimi hanno proprietà aggregante nei confronti delle particelle di vapore acqueo presenti nell’atmosfera, avviando quindi la formazione di nubi e la conseguente schermatura dell’atmosfera dalla radiazione solare entrante. Ma anche questo sistema è fortemente criticato perché potrebbe innescare reazioni chimiche nell’atmosfera diverse da quelle previste, vedi piogge acide devastanti. Al momento quindi l’unico sistema “accettabile” risulta quello inglese con la formazione di nubi artificiali composte di solo vapor acqueo .

In tutto questo di positivo c’è che “i grandi della Terra ” si sono finalmente accorti che siamo giunti al capolinea dello sfruttamento del pianeta e, finalmente, qualcuno comincia a cercare soluzioni nel tentativo di fermare questa folle corsa verso l’ecocatastrofe. Viene però spontaneo chiederci: …non sarà troppo tardi?

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Rappresentazione grafica del progetto Inglese

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Comments

  • Mariuccia 1 dicembre 2013 at 17:54

    Gli allevamenti intensivi non sono in buona parte responsabili di questi cambiamenti climatici? Mi sembra giusto parlarne, visto che tutti i nodi arrivano al pettine, presto o tardi. Grazie

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    • Gabriele La Malfa 1 dicembre 2013 at 22:09

      Che l’allevamento intensivo sia una delle concause relative alla componente antropica dell’aumento della temperatura è indubbio…i processi digestivi di bovini, ovini e caprini (e l’evaporazione dei gas contenuti nel letame) producono una grande quantità di metano (gas serra con capacità di trattenere il calore circa 30 volte superiore all’anidride carbonica).

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