I formichieri squamosi

I formichieri squamosi

Articolo di Gabriele La Malfa

I pangolini, conosciuti anche col nome di formichieri squamosi, sono gli unici mammiferi viventi appartenenti all’ordine dei folidoti (Pholidota), tutti riuniti nella famiglia dei manidi (Manidae). Sono i soli mammiferi conosciuti ad avere il corpo ricoperto da scaglie cornee (che ricordano quelle dei rettili) formanti una sorta di corazza protettiva.

In passato i pangolini erano ritenuti forme particolari di sdentati (ordine edentati), come i formichieri, gli armadilli e i bradipi, oggi, grazie a recenti studi genetici, si è visto che essi costituiscono un ordine a se, più strettamente imparentato con i carnivori piuttosto che con gli edentati.

Ad ogni modo, sebbene l’ordine di appartenenza sia differente, le analogie con i formichieri non si fermano al solo aspetto esteriore, ma si estendono anche al tipo di alimentazione, costituita da formiche e termiti, e alla lunghissima lingua vischiosa usata per catturare tali insetti. Sia nei formichieri che nei pangolini la lingua non è collegata all’osso ioide, ma alla cavità toracica, tra lo sterno e la trachea, caratteristica che gli permette di raggiungere lunghezze assurde, fino a 40-45 cm!

I pangolini sono divisi in 8 specie, 4 asiatiche (genere Manis) e 4 africane (genere Phataginus e Smutsia). Mentre nelle specie asiatiche non è presente una netta distinzione comportamentale, in quelle africane 2 sono specificatamente arboricole (genere Phataginus) e 2 espressamente terrestri (genere Smutsia).
Tutti i pangolini sono animali notturni, non a caso hanno la vista poco sviluppata e, in contrapposizione, l’olfatto sviluppatissimo.

Le scaglie cornee presenti su gran parte del corpo sono composte di cheratina e risultano essere il principale strumento di difesa dell’animale (sono molto resistenti ed hanno gli angoli affilati). Solamente il ventre, le parti interne delle zampe e il muso ne sono privi. Quando il pangolino si sente minacciato si arrotola su se stesso e lascia esposta unicamente la corazza. Il pelo cresce nelle parti del corpo non ricoperte dalle scaglie e nelle specie asiatiche anche negli interstizi tra le scaglie stesse.
La coda dei pangolini è forte e lunga (in media lunga quanto tutto il corpo dell’animale), nelle specie più grandi viene utilizzata come contrappeso per il corpo appesantito dalla corazza, in quelle con attitudini arboricole come organo prensile per appendersi agli alberi.

Le zampe anteriori dei pangolini sono dotate di artigli molto lunghi che, aspetto “minaccioso” a parte, non hanno alcuna specifica funzione difensiva, ma servono essenzialmente a scavare nel terreno in cerca di cibo.
Con funzione difensiva, oltre alla corazza protettiva, sono alcune ghiandole nella zona anale, che, analogamente a quelle delle puzzole, possono emettere un odore nauseabondo capace di scoraggiare diversi predatori.

In genere i pangolini partoriscono un solo cucciolo alla volta (le specie asiatiche, seppur raramente, possono arrivare a tre). Alla nascita, che avviene dopo 4-5 mesi di gestazione, il piccolo è già ricoperto di scaglie, che tuttavia sono morbide (in caso di pericolo il cucciolo si rifugia sotto la pancia della madre, che arrotolandosi lo protegge). Per i primi tre mesi di vita si nutre esclusivamente del latte materno, dopo di ché inizia ad alimentarsi di formiche e termiti.
L’aspettativa di vita, predatori e malattie permettendo, varia dai 12-13 anni delle specie più piccole fino ai circa 20 anni del pangolino gigante.

I pangolini sono totalmente privi di denti, pertanto gli insetti catturati con la lunga e vischiosa lingua sono ingeriti interi. Una funzione trituratrice è svolta dallo stomaco, che per muscolatura e rivestimento interno ricorda il ventriglio degli uccelli (porzione dell’apparato digerente, detto anche stomaco trituratore, composto da pareti muscolari rivestite da una cuticola cornea). Spesso i pangolini ingoiano piccoli sassi per aiutare la triturazione.

Manis_pentadactyla

Il pangolino cinese (Manis pentadactyla) vive nelle foreste e savana della Cina meridionale-occidentale. Nell’ambito della famiglia risulta essere una specie di medio-piccole dimensioni (da 45 a 60 cm di lunghezza, coda esclusa). L’esponente più grande è il pangolino gigante (Smutsia gigantea) diffuso nell’Africa sub-sahariana (da 75 a 100 cm di lunghezza, coda esclusa, per un peso di 30-35 kg).

pangolino arboricolo

Il pangolino arboreo (Phataginus tricuspis), con i suoi 35-40 cm di lunghezza (coda esclusa) è l’esponente più piccolo della famiglia. Tale specie è diffusa in alcune foreste dell’Africa sub-sahariana. Il nome comune deriva dalla sua attitudine arboricola (la lunga e forte coda, che arriva a misurare sino ad una volta e mezza il corpo dell’animale, viene usata per appendersi agli alberi), il nome scientifico deriva dalla forma delle scaglie a tre punte.

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