I Paesi che più di tutti emettono gas serra, alla fine si sono ravveduti

I Paesi che più di tutti emettono gas serra, alla fine si sono ravveduti

a cura di Filippo Mariani

Il presidente cinese Xi Jinping ha dichiarato alla stampa americana che a partire dal 2017 nel suo Paese inizieranno i tagli alle emissioni di gas serra. Barack Obama, dal canto suo, per non essere da meno come ambientalista, ha dichiarato che verserà 3 miliardi di dollari al Fondo Verde per il Clima.

C’è da chiedersi cosa sia accaduto di fortemente importante da far decidere ai due potenti del pianeta di intraprendere la strada del ripensamento. Per la Cina i motivi che ci appaiono subito scontati sono quelli del business. Al summit di Parigi sul clima già sappiamo che saranno posti nuovi vincoli alle nazioni, non solo sulle emissioni di gas serra e sull’uso dei combustibili fossili, ma anche nel ridimensionare la produzione di motori a combustione interna a beneficio di quelli elettrici. In tal senso sul comparto trasporti scaturiranno varie disposizioni atte a sostituire nel tempo motori tradizionali con motori elettrici o ad idrogeno. La Cina su quest’ultimo settore è pronta ad invadere i mercati europei e americane con vetture elettriche di ultima generazione che al momento non riescono a sfondare nei mercati occidentali.
Ma pochi sanno che anche l’USA è pronta in questo campo. Al momento risulta leader nelle auto elettriche rivoluzionarie (vedi la Tesla) capaci di percorrere 520 Km con un solo pieno di energia, solo che al momento sono molto costose, mentre quelle cinesi, un po’ più spartane, potrebbero avere prezzi non superiori alle attuali utilitarie.

Questo è l’aspetto commerciale, ma, ovviamente non l’unico; esiste un aspetto che preoccupa profondamente i due Paesi. Per gli USA intervenire nella mitigazione climatica è una questione di sicurezza nazionale, infatti i cambiamenti climatici stanno pesantemente agendo sul territorio americano, ad esempio i tornado da circa 10 anni si sono triplicati e aumentati di forza (si sa che tale fenomeno è legato anche all’aumento della temperature terrestre). Oltre a ciò vaste aree dell’America orientale, vedi La California, sono afflitte da siccità spietate e prolungate (5 anni) che fino ad oggi hanno mandato in fumo più della metà delle loro rigogliose foreste. Anche per la Cina i fenomeni meteo estremi causati dal riscaldamento globale sono alla base delle preoccupazioni per il futuro, ma più di tutti la vera preoccupazione è la vita dei propri abitanti. Ogni anno in tutta la Cina a causa dello smog e ovviamente dei veleni contenuti nell’atmosfera delle grandi città muoiono circa mezzo milione di persone. Questi due elementi: fare business e salvare il proprio ambiente e la vita delle persone sono alla base di queste decisioni storiche.

Forse per gli USA sarà più facile ridurre drasticamente le emissioni di gas serra, per la Cina molto più difficile, visto che la sua forza energetica principale al momento è il carbone. Non solo, ma anche nei villaggi più sperduti della Cina si usa per cucinare, riscaldarsi e per mandare avanti piccole e medie imprese il carbone. Vari economisti internazionali hanno ipotizzato che la Cina potrà abbandonare il carbone a beneficio di energie più pulite solo tra 10 o addirittura 20 anni.

Comunque restiamo fiduciosi e attenti su quanto scaturirà dal summit del clima di Parigi di dicembre prossimo. I miracoli possono sempre arrivare, altrimenti il clima sul nostro pianeta diventerà per tutta l’umanità una catastrofe crescente e inarrestabile!

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