Dai nostri corrispondenti a Parigi, Alfonso Navarra e Carlo Dettori

L’altro ieri si sono aperti i lavori a Parigi ( COP 21). Al di là dei toni trionfalistici dell’Europa e degli USA che promettono di avere le soluzioni utili a bloccare l’aumento della temperatura terrestre, esiste un discreto numero di delegati che invece è scettica.
Di seguito presentiamo i primi timidi contatti con gruppi presenti al summit di Parigi che denotano già problemi e perplessità se si dovranno affrontare durante i lavori.

Alfonso Navarra ha intervistato un gruppo di indiani presenti al summit sul clima:

D. Siete d’accordo a limitare l’immissione di gas serra in atmosfera a causa dell’uso eccessivo del carbone e dello sterco di vacche essiccato che nei villaggi indiani si usa per cucinare e riscaldarsi?
R. Siamo d’accordo a fare la nostra parte, ma nel frattempo non si pensi che siamo disposti a stravolgere usi e abitudini di milioni di abitanti che non vivono nelle grandi città, ma nei villaggi indiani e questo solo perché ce lo dite voi.

D. Cosa vuol dire questo? Forse l’India continuerà a produrre gas serra e particolato, fino a mantenere ancora in vita la grande nube inquinata che copre una parte dell’India?
R. Cercheremo, nel limite del possibile, di evitare ciò, ma ci vorranno tempo e risorse finanziarie. Non accetteremo diktat imposti da un occidente che è il vero reo di questa crisi climatica.

Carlo Dettori ha intervistato alcuni delegati russi presenti al summit sul clima:

D. Abbiamo visto che la Russia negli ultimi anni è riuscita a ridurre l’immissione di gas climalteranti in atmosfera, pensate di fare ancora di più?
R. Gli scienziati e il popolo russo conosce il problema del riscaldamento globale da tempo, lo vive soprattutto nella tundra e nelle foreste della Siberia dove si notano profondi cambiamenti. Abbiamo anche soluzioni per evitare di superare i 2 gradi centigradi di temperatura in più, ma ad una condizione…

D. Quale condizione?
R. Che ci venga tolto una volta per sempre questo assurdo embargo da parte vostra e degli altri Paesi occidentali…

Sono questi i primi contatti con le delegazioni minori e già si avvertono le difficoltà che gli organizzatori del COP 21 dovranno incontrare in questi giorni, tuttavia quasi tutti sono perfettamente coscienti che questa è l’ultima opportunità che ci rimane per scongiurare la catastrofe.
I nostri delegati hanno anche notato la presenza di personaggi al momento silenziosi, ma presenti in quasi tutte le commissioni o gruppi di lavoro: sono delegati e responsabili delle grandi multinazionali dei combustibili fossili. Forse stanno cercando di manipolare qualche decisione? Se ciò dovesse avvenire i nostri delegati sono pronti a denunciarne i tentativi.

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In piena pandemia, all’inizio della seconda ondata con aumenti esponenziali dei casi positivi soprattutto in Europa, con valori che oscillano tra i 10.000 e 30.000 positivi al giorno, in attesa di un vaccino sicuro ed efficace, l’unica arma che ci permetterà di sopravvivere al virus, senza subire danni al nostro stato di salute, come già detto in articoli precedenti, è quello di rinforzare il nostro sistema immunitario.

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