a cura del Prof. Luigi Campanella

La coperta delle risorse naturali è corta e il benessere dell’umanità è minacciato dal riscaldamento del clima; per fortuna abbiamo già a portata di mano tutti gli strumenti necessari per uno sviluppo sostenibile. Lo annuncia Paul Hawken, padre del capitalismo naturale, dalla cui opera è nato il concetto di Green Economy.

Hawken e il suo team di 70 scienziati ed economisti hanno compilato un elenco delle cento soluzioni più efficaci per combattere l’effetto serra, dando al tempo stesso una spinta all’economia globale. Da questo studio è nato un libro “Drawdown” (Penguin), che trae il titolo dal momento nella storia in cui la concentrazione di gas a effetto serra in atmosfera comincerà a calate. Un momento che, procedendo nella direzione attuale, potremmo non raggiungere mai.

Dice Hawken:

Nessuno dei modelli stilati finora dalle istituzioni impegnate nella lotta ai cambiamenti climatici o da scienziati indipendenti è in grado di raggiungere quel momento, perché tutti si occupano principalmente di energia. Al massimo, riescono ad ottenere l’inversione del trend delle emissioni, ma non un calo della CO2 già emessa in atmosfera. Partono dal presupposto che arrivando al 100 per cento di produzione energetica da rinnovabili avremo risolto il problema, ma non è vero. Ci sono altri campi oltre all’energia, dal cibo agli edifici, dall’utilizzo del territorio all’istruzione delle donne, che sono altrettanto importanti. Tra le novità più sorprendenti che abbiamo scoperto, dopo aver analizzato tutti i dati e superata la revisione di altri scienziati, c’è l’importanza del ruolo delle donne. Mettendo insieme l’impatto dell’istruzione femminile e quello della pianificazione familiare si scopre che l’educazione delle bambine sta in cima alla lista delle azioni contro i cambiamenti climatici, perché facendola avanzare da qui al 2050 avremmo 1,1 miliardi di persone in meno rispetto al trend attuale, con tutte le conseguenze positive sui minori consumi di risorse. L’eliminazione degli sprechi alimentari e la diffusione di una dieta più ricca di proteine vegetali che animali sono altri contributi per salvare il nostro pianeta.

Per ottenere una vera inversione di tendenza lo sguardo va allargato a tutte le attività umane: si pensi che l’allevamento di animali da macello produce globalmente la stessa quantità di emissioni di tutte le centrali elettriche del mondo!

In ogni caso però il primo posto in graduatoria per efficacia, è occupato dalla:
– definitiva messa al bando degli idrofluorocarburi dagli impianti di refrigerazione; la sostituzione con altri refrigeranti, in base all’accordo firmato l’anno scorso da oltre 170 Paesi, comincerà quest’anno e proseguirà fino al 2028, ma è essenziale che gli impianti siano svuotati correttamente, perché il 90 per cento delle emissioni avvengono a fine vita.

– la fotosintesi, quindi si tratta di fermare la deforestazione, avviare progetti di massa per ripiantare moltissimi alberi e riconvertire i pascoli con sistemi silvo-pastorali , in cui si alleva il bestiame su terreni alberati, con ottimi risultati sia per gli animali che per l’ambiente.

Sono tutte azioni semplici quelle che suggeriamo – conclude Hawken – non c’è bisogno di rompersi la testa per applicarle.

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