a cura di Daniela Rosellini (fonte: ANSA)

Chi l’ha detto che avere un cervello piccolo, come quello di una gallina, sia sinonimo di stupidità? A quanto pare è vero il contrario: il cervello degli uccelli, pur se piccolo, contiene un numero di neuroni superiore a quello dei mammiferi, comprese alcune specie di primati. Lo hanno scoperto i ricercatori guidati da Suzana Herculano-Houzel, della Vanderbilt University, che per la prima volta hanno misurato il numero di neuroni nel cervello di oltre una dozzina di specie di uccelli, dal minuscolo diamante mandarino al 6 volte più alto emù, il secondo uccello più grande del mondo dopo lo struzzo.

Ecco perché, spiegano i ricercatori sulla rivista dell’Accademia Americana di Scienze (Pnas), nonostante le minuscole dimensioni del loro cervello, gli uccelli sanno svolgere compiti cognitivi complessi. Tutti hanno più neuroni “impacchettati” rispetto ai mammiferi e persino ad alcuni primati con la stessa massa cerebrale. ”Per molto tempo dire a qualcuno che aveva un cervello da gallina era considerato un insulto – commenta Herculano-Houzel – ora invece dovrebbe essere considerato un complimento”.

Da tempo i ricercatori si chiedevano perché pappagalli e corvi fossero capaci di realizzare e usare strumenti, risolvere problemi, trarre conclusioni di causa-effetto, riconoscersi in uno specchio e fare progetti per il futuro. Tutte capacità che si ritenevano essere di esclusivo dominio dei primati. Ora arriva la spiegazione: gli uccelli riescono a svolgere questi compiti complessi, perché l’area del cervello associata al comportamento intelligente, detta proencefalo, contiene molti più neuroni di quanto finora stimato; tanti quanti i primati di medie dimensioni.

”Abbiamo scoperto che gli uccelli, specialmente quelli canterini e i pappagalli, hanno un gran numero di neuroni nella parte del loro cervello che corrisponde alla corteccia cerebrale, che è legata a funzioni cognitive come la programmazione futura. Ecco perché hanno un livello cognitivo complesso almeno come quello dei primati”. E questo è possibile grazie alla conformazione del loro cervello, molto più piccolo ma pieno zeppo di neuroni, di più rispetto ai mammiferi.

Ad esempio nel cervello dei pappagalli e degli uccelli canterini c’è il doppio dei neuroni del cervello dei primati a parità di massa, e dalle 2 alle 4 volte in più di quello dei roditori. Non solo hanno una maggiore densità di neuroni, ma la proporzione di neuroni nel proencefalo è nettamente più alta. ”Nel ‘concepire’ i cervelli, la natura ha due parametri da usare: dimensione/numero di neuroni e loro distribuzione tra i vari centri cerebrali – conclude Herculano-Houzel – Negli uccelli ha usato entrambi in abbondanza”.

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