a cura di Dario Sonetti

Cari amici di Accademia Kronos, qualche settimana fa, tra luglio e agosto, con l’amico Manuel Obregon, ex ministro della cultura di Costa Rica, nonché musicista di livello internazionale, siamo andati a visitare una serie di ghiacciai alpini (Adamello, Bernina e Stelvio). Purtroppo la situazione è subito risultata drammatica, rispetto a solo 20 anni fa i ghiacciai si sono ritirati di decine di metri e a volte di centinaia come si possono vedere dalle immagini fotografiche allegate. Da tutti i ghiacciai scendono torrenti di acqua di fusione.

Sul ghiacciaio Presena usano addirittura coperture di plastica per salvare (a scopo utilitaristico) quella parte di ghiacciaio che serve da pista da sci, mentre sotto si vede ghiaccio azzurro secolare in scioglimento.

Manuel è rimasto molto impressionato dello stato drammatico dei nostri ghiacciai e sull’Adamello, come si può vedere nella foto, ha voluto suonare con la sua preziosa fisarmonica un pezzo struggente dedicato alla morte del ghiacciaio.

Ghiacciaio Bernina

Ciò che resta del millenario ghiacciaio del Bernina (Fino a 20 anni fa il ghiacciaio copriva ogni metro di terreno, ora visibilmente libero dal ghiaccio).

ghiacciaio Presena

Ghiacciaio Presena, tentativo di preservarlo dal riscaldamento globale attraverso la copertura con un gigantesco telo di plastica.

Manuel Obregon

Il maestro Manuel Obregon suona il De Profundis agli ultimi ghiacciai delle nostre Alpi.

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In piena pandemia, all’inizio della seconda ondata con aumenti esponenziali dei casi positivi soprattutto in Europa, con valori che oscillano tra i 10.000 e 30.000 positivi al giorno, in attesa di un vaccino sicuro ed efficace, l’unica arma che ci permetterà di sopravvivere al virus, senza subire danni al nostro stato di salute, come già detto in articoli precedenti, è quello di rinforzare il nostro sistema immunitario.

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