I dati sono evidenziati nel nuovo studio del Potsdam Institute of Climate Impact Research

a cura di Judith Jaquet (fonte: Icona Clima)

Il “fattore Antartide” sarà decisivo per l’innalzamento del livello dei mari nei prossimi decenni. La scorsa settimana ci sono arrivati dati allarmanti su temperature fuori scala registrate nel Continente. Non è corretto collegare singoli eventi meteorologici ai cambiamenti climatici, ma non c’è dubbio che questo caldo senza precedenti è un segnale che desta preoccupazione.

L’ultimo decennio è stato il più rovente della storia. Gli ultimi cinque anni sono stati i più caldi mai registrati e gennaio 2020 è stato il mese più caldo in Europa e nel mondo.

Nei giorni scorsi uno studio del Potsdam Institute of Climate Impact Research ha lanciato l’allarme su ciò che l’aumento della temperatura del mare e della terra potrebbe significare per le vaste calotte glaciali antartiche.
Lo scioglimento dei ghiacci dell’Antartico potrebbe innalzare i livelli del mare fino a 58 centimetri entro la fine di questo secolo, un aumento tre volte più veloce rispetto al trend del secolo scorso che si attestava a 19 centimetri. L’Antartide ha una calotta glaciale che si è sviluppata nel corso dei secoli e un aumento della temperatura in queste zone non ha solo conseguenze per le coste e le aree vicine.

Il “fattore Antartide” secondo Anders Levermann, autore principale dello studio, risulta essere il più grande rischio per l’aumento del livello dei mari di tutto il mondo. I tagli alle emissioni di gas serra in linea con l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici potrebbero contribuire a limitare questa enorme perdita di calotte glaciali, ma ciò non sta avvenendo ed è probabile che il mondo dovrà affrontare i gravissimi effetti dell’innalzamento del livello del mare nelle zone costiere già in questo secolo.

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