Articolo di Gabriele La Malfa

Tra le specie opportuniste (ossia quelle di animali ad alta valenza ecologica, che meglio di altre si adattano a disparate condizioni ambientali) i gabbiano sono, probabilmente, tra gli esponenti più significativi, almeno nell’ambito degli uccelli (classe Aves). Ad ogni modo va precisato che, in realtà, col termine gabbiano (Larinae) non si identifica una singola specie, ma tutta una sottofamiglia appartenente alla famiglia dei laridi (Laridae).

I gabbiani sono uccelli marini coloniali e il loro habitat naturale “ideale” è costituito dalle zone costiere, tuttavia, proprio a testimonianza della loro grande adattabilità, spesso si possono trovare anche in aree interne, vicino a laghi e fiumi, e, da ormai diversi anni, in zone urbane e suburbane.
L’inurbamento (ovvero lo spostamento in zone urbane) è palesemente collegato alla grande disponibilità di scarti alimentari e alla minore presenza di potenziali predatori.

La specie di maggiore diffusione nel bacino mediterraneo è il gabbiano reale mediterraneo (Larus michahellis), un uccello di medie-grandi dimensioni (lunghezza di 52-55 cm, apertura alare di 1,2-1,4 metri e peso di 1,5-2 kg). Non c’è un evidente dimorfismo sessuale, al contrario gli esemplari giovani sono facilmente distinguibili dagli adulti.
Dimensioni corporee a parte, l’adulto ha testa, collo e ventre bianchi, le ali sono grigie con gli apici neri nella parte superiore e bianchi in quella inferiore, il becco è giallo con una caratteristica macchia rossa nella gnatoteca (mandibola) e le zampe sono gialle.
Gli individui giovani hanno una colorazione grigio-marrone, che tende a schiarire sul muso e sul ventre, le zampe e il becco sono grigiastri. Il completo passaggio di livrea avviene intorno al quarto anno di età.

La dieta del gabbiano reale mediterraneo è, come per la maggior parte dei laridi, piuttosto varia, anche se tendenzialmente carnivora. Nel suo “menù” rientrano pesci, ratti, uccelli (quali piccioni, storni e rondoni), insetti, animali morti e gli scarti dell’alimentazione umana (discariche e cassonetti dell’immondizia). Dopo la digestione l’animale emette un bolo alimentare dalla bocca, chiamato “borra”, formato da materiale organico non assimilabile.

Sebbene i luoghi tipici per la nidificazione siano gli anfratti delle rocce sulle scogliere, sempre più spesso si ritrovano nidi anche sui tetti e le terrazze di case non frequentate. Il nido è costruito utilizzando fili d’erba, ramoscelli e pezzi di posidonia. Le uova deposte sono 2 o 3 e la cova dura circa un mese. Lo svezzamento avviene in appena un mese e mezzo, tuttavia l’effettiva maturità sessuale non viene raggiunta prima dei 3-4 anni di età.

gabbiano

Il gabbiano è un ottimo volatore, estremamente abile nello sfruttare le correnti d’aria ascensionali per risparmiare energia. Il Larus michahellis è distinto in due sottospecie, il Larus michahellis michahellis (diffuso nel bacino mediterraneo) e il Larus michahellis atlantis (isole Canarie e Azzorre).

gabbiano (2)

Il gabbiano reale mediterraneo è detto anche gabbiano reale zampegialle, questo in riferimento alla sue zampe palmate di colore giallo.

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