Articolo di Gabriele La Malfa

Kiwi è il nome di origine Maori con cui si identifica un genere di uccelli inadatti al volo, noti anche come atterigi (Apteryx), endemici della Nuova Zelanda (di cui, tra l’altro, ne sono il simbolo nazionale). Il nome scientifico proviene dal greco e significa “privo delle ali”.

I kiwi sono tra gli animali più antichi presenti in Nuova Zelanda e sono gli unici esponenti viventi dell’ordine degli apterigiformi (Apterygiformes). Si ritiene che i loro progenitori giunsero nelle terre corrispondenti all’odierna Nuova Zelanda oltre 70 milioni di anni fa, quindi prima che la separazione del super-continente Gondwana fosse completa.

Attualmente le specie di atterigi sono cinque, tutte piuttosto simili nella morfologia e diversificate, principalmente, nelle dimensioni corporee. Si va dal kg scarso per 35 cm di lunghezza del kiwi maculato minore (Apteryx owenii) fino ai 4-5 kg per 65 cm di lunghezza del kiwi australe (Apteryx australis).
Com’è facile intuire, i muscoli toracici sono poco sviluppati al contrario di quelli molto robusti della parte inferiore del corpo (bacino e zampe). Ad ogni modo le ali sono presenti, anche se risultano appena abbozzate (non oltre i 4-5 cm) e completamente occultate dal piumaggio. La coda è assente, d’altronde, considerando la loro totale incapacità al volo, sarebbe solo un inutile impedimento.
Caratteristico degli atterigi è il lungo e flessibile becco con le narici poste sulla cima invece che alla base, peculiarità unica tra tutti gli uccelli.

I kiwi hanno prevalentemente abitudini notturne, durante il giorno rimangono nascosti in impervi anfratti o nelle proprie tane ed escono di notte per esplorare e “setacciare” il sottobosco.
Si nutrono di molti generi differenti di invertebrati, sebbene il loro cibo preferito sia costituito dai lombrichi, che catturano smuovendo la terra col becco e utilizzando il loro fine olfatto (le narici poste sulla sommità del becco sono di grande supporto). Anche l’udito è molto sviluppato, diversamente la vista non è particolarmente acuta, i piccoli e frontali occhi sono funzionali solo a breve distanza.

La stagione riproduttiva va da marzo a giugno e le coppie che si formano non sono temporanee, ma rimangono unite per moltissimo tempo, anche per oltre 20 anni.
La femmina depone un solo uovo per stagione, fatto che non stupisce se si considerano le dimensioni dello stesso. I kiwi sono, in assoluto, gli uccelli che depongono l’uovo più grosso in rapporto alle loro dimensioni (fino al 30% del proprio peso). Per avere un’idea si pensi che un kiwi delle dimensioni di una gallina domestica può generare un uovo sei volte più grande rispetto a quest’ultima!
La richiesta energetica per “tale impresa” non è indifferente, infatti la femmina, durante i circa 30 giorni necessari alla maturazione dell’uovo, vede la propria richiesta calorica quasi triplicata.
La cova dell’uovo, che dura dai 60 ai 90 giorni, è compito riservato al maschio (ad eccezione del kiwi maculato maggiore e del kiwi bruno di Okarito, in cui entrambi i genitori si alternano nella mansione).

Tutti gli atterigi sono animali territoriali, ogni coppia presenzia una determinata area, che varia nelle dimensioni a seconda della specie, dell’abbondanza di cibo e della densità di popolazione. Mediamente una coppia di kiwi australi occupa un territorio compreso tra i 5 e i 50 ettari, mentre i piccoli kiwi maculati minori si fermano ad appena 2-3 ettari.
Indubbiamente il loro habitat ideale è il sottobosco delle foreste pluviali, tuttavia la riduzione di queste a causa dell’attività antropica li ha costretti ad adattarsi anche ad altri ambienti, come le praterie e le macchie tra gli arbusti. In ogni caso un fattore indispensabile è la presenza di un terreno piuttosto morbido e ricco di humus, dove poter scavare la tana e trovare il cibo.

Apteryx owenii

Kiwi maculato minore (Apteryx owenii): le piume degli atterigi hanno un aspetto ispido e, all’apparenza, sembrano quasi dei peli. Alla base del becco alcune penne si sono trasformate in sensibilissime setole tattili.

Il frutto “kiwi”, ovvero la bacca dell’Actinidia chinensis (una pianta da frutto originaria delle Cina) deve il suo nome alla somiglianza con l’uccello neozelandese. Quando, all’inizio del 1900, la pianta venne introdotta in Nuova Zelanda, il suo frutto, a causa della chiara somiglianza con l’uccello (ovale con la buccia marroncina e pelosa), fu soprannominato “kiwi”.
Oggi il kiwi (frutto) è coltivato in varie parti del mondo e le nazioni maggiori produttrici sono l’Italia e la Nuova Zelanda.

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