a cura di Gabriele La Malfa

Non bisogna essere degli ornitologici esperti per riconoscere a prima vista il martin pescatore. Complici i suoi bellissimi e sgargianti colori, questo è uno degli uccelli più noti e facilmente identificabili dai “non addetti ai lavori”.
Ad onor del vero va fatta una precisazione, quello che noi europei ed italiani chiamiamo comunemente “martin pescatore” è in realtà il “martin pescatore europeo” (Alcedo atthis). Infatti da un punto di vista tecnico/scientifico con “martin pescatore” non si identifica una sola specie, ma tutta la famiglia degli alcedinidi (Alcedinidae), composta da più di 90 specie differenti.

Il martin pescatore europeo, chiamato così in quanto unica specie di alcedinide presente in Europa, ha un areale molto vasto, che non si limita alla “sola” Europa. Presente in gran parte dell’Eurasia, in Nord Africa e nella porzione occidentale dell’Oceania (Filippine ed Indonesia).
Amante dei climi temperati, è stanziale in quelle regioni con clima più mite (Europa centro-meridionale, subcontinente indiano, Giappone centro-meridionale ed Indocina) e migratorio in quelle regioni con clima più estremo (Scozia, penisola scandinava, Russia, Asia Centrale, Manciuria, Corea e isola di Hokkaidō). Il Nord Africa, il sud-est asiatico, l’Indonesia, la Filippine e il Medio Oriente rappresentano le sue principali aree di svernamento.

Occupando un areale così ampio, con un gran numero di habitat differenti, è facile intuire come questo uccello presenti una variabilità locale molto marcata. Sono almeno 7 le sottospecie identificata dagli studiosi, distinguibili tra loro principalmente in base alla diversa intensità delle tonalità di colore delle piume (la sottospecie diffusa in Italia è l’Alcedo atthis atthis).

Non di rado il martin pescatore europeo viene chiamato anche “alcione”, in riferimento al nome scientifico del genere “Alcedo” (termine latino che a sua volta deriva dal greco antico “halcyon”). Nella mitologia greca Alcione era la figlia di Eolo, il dio dei venti, e di Enarete, principessa della città di Tricca (Tessaglia).
Alcione sposò Ceice, il re di Eraclea Trachinia. La loro unione fu così felice che tra di loro si chiamavano con i nomi di due dei, Zeus ed Hera. Il re degli dei considerò il fatto un affronto ed indignato scatenò una tempesta che fece annegare Ceice mentre era in viaggio per mare. Dopo l’accadimento l’ombra del defunto Ceice apparve ad Alcione che, intuitane la morte, si gettò nelle acque per raggiungerlo.
A questo punto gli dei, presi a compassione, decisero di trasformare entrambi in alcioni (un tipo di uccello non bene identificato, probabilmente un martin pescatore o un particolare gabbiano) così che il loro grande amore potesse continuare.

Il martin pescatore europeo è un uccello di piccole dimensioni, lungo da 15 a 25 cm, con un apertura alare inferiore ai 30 cm ed un peso compreso tra i 25 e i 50 grammi.
Il corpo è tozzo e arrotondato, la coda è molto corta e la testa è grossa con un becco lungo conico. I colori del piumaggio sono molto belli, le parti dorsali sono di un intenso azzurro con iridescenze verdi/azzurre su testa, ali e coda, mentre il petto e il ventre sono di un vivo color arancio/marrone. A far risaltare ancor più la variegata livrea c’è il piumaggio bianco di gola e di due piccole “mezzelune di penne” ai lati della nuca.
Dimensioni e colori sono analoghi tra i due sessi, per distinguerli a vista il modo più pratico è osservare il becco, nei maschi è totalmente nero mentre nelle femmine la mandibola è di colore marrone (esclusa la punta nera).

Il martin pescatore è un uccello diurno e solitario, che, cibandosi essenzialmente di piccoli pesci e crostacei, popola le aeree adiacenti a corsi d’acqua a lento scorrimento o a laghi. Condizioni essenziali sono la presenza di acque limpide (fondamentali per individuare le prede con la vista) e un abbondante vegetazione costiera, da utilizzare come punto di osservazione per la caccia.
La vista del martin pescatore è estremamente sviluppata, i suoi occhi possiedono due fovee (regioni della retina di massima acutezza visiva), una per la visione in ambiente aereo, l’altra in ambiente acquatico. Una volta individuata la preda, l’animale comincia a muovere la testa come per “annuire”, in realtà il movimento serve a valutare meglio la distanza che lo separa dal potenziale pasto. Fatti i dovuti calcoli spicca il volo e si tuffa per catturarla. In immersione gli occhi vengono protetti dalla membrana nittitante, che, essendo trasparente, consente di vedere anche sott’acqua e, alterando la rifrazione della luce, permette al cristallino dell’occhio di puntare verso la seconda fovea, strutturata per consentire una nitida visione subacquea.

La sua indole solitaria è anche la conseguenza delle sue alte esigenze nutritive (ogni giorno deve mangiare una quantità di cibo pari a circa il 60% del suo peso corporeo), pertanto una convivenza con altri suoi simili significherebbe, inevitabilmente, meno cibo a disposizione.
Proprio per questo il martin pescatore è chiaramente territoriale e difende incessantemente il suo territorio da qualunque intruso, sia conspecifico che di altre specie affini (potenziali competitori).
Per scacciare un intruso spicca un breve volo e si posiziona a fianco dell’ospite indesiderato esibendosi in un atteggiamento intimidatorio (mostra il profilo per evidenziare il forte becco e arruffa le piume del capo per apparire più grande/minaccioso). Qualora l’intruso non desista iniziano veri e propri combattimenti aerei a “pelo d’acqua”, in cui ciascun contendente cerca di spingere l’altro sott’acqua chiudendogli il becco col proprio.

L’unico momento in cui il martin pescatore mitiga temporaneamente la sua indole solitaria è, ovviamente, il periodo riproduttivo.
Le coppie sono monogame, man non sono stabili, in altre parole ciascun esemplare si cerca un nuovo compagno ogni anno. In genere le covate annue sono 2, una in aprile e una in luglio, anche se in anni dal clima particolarmente mite può avvenire una terza covata ai primi di ottobre.
Il nido viene scavato lungo gli argini terrosi di un fiume o lago, è costituito da un tunnel dritto che misura fra i 50 e i 150 cm di lunghezza per 15-20 cm di diametro. Nella parte finale si allarga a formare una camera circolare, adibita ad ospitare le uova.
Entrambi i genitori, alternandosi, contribuiscono alla cova. Vengono deposte dalle 4 alle 10 uova, la schiusa avviene dopo circa 3 settimane, anche se uno o più uova non si schiudono, poiché il genitore non riesce a coprire l’intera covata durante l’incubazione.
Anche il nutrimento dei pulcini è a carico di entrambi i genitori. I piccoli sono piuttosto precoci, infatti nel giro di appena un mese sono in grado di volare e procurarsi il cibo da soli, sebbene, non padroneggiando ancora bene le tecniche di caccia, molti muoiono di fame o per annegamento (meno di un quarto dei giovani martin pescatori supera le prime settimane dopo l’involo).

Per essere un uccello di piccole dimensioni il martin pescatore europeo è molto longevo, può arrivare a 15 anni di età, anche se in natura difficilmente vivono più di 7 anni.

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