a cura del Prof. Ezio Gagliardi

Non mi sorprende la notizia riportata on-line che alcuni eminenti scienziati in Gran Bretagna sollecitano il governo a valutare il ruolo del microbioma* intestinale nel contrastare i coronavirus, riportando le prove che dimostrano il suo impatto sulla suscettibilità e la guarigione dalla malattia.

Cercherò di chiarire quale può essere il ruolo dell’intestino e del suo microbiota* nella prevenzione e nella risoluzione ottimale della CoViD-19.

– L’intestino risulta fondamentale per il sistema immunitario: più della metà di tutte le cellule immunocompetenti, che si attivano per produrre anticorpi, si trova nell’intestino.

– Il nostro organismo ha due tipi di immunità: innata e acquisita. La prima si attiva subito, non appena il nostro organismo viene in contatto con una sostanza estranea, per mezzo delle cellule fagocitarie (neutrofili e macrofagi), cellule citotossiche (Natural killer) e proteine (citochine).

Il professor Tim Spector (1), che lavora come epidemiologo genetico al King’s College di Londra, ha messo in evidenza in una recente ricerca il ruolo del microbioma intestinale nella risposta immunitaria alle infezioni, così come la sua azione nella prevenzione e nella prognosi delle persone colpite dalla CoViD-19.
Nel caso di eccessive risposte immunitarie, collegandole a un microbiota ridotto e sbilanciato, si assiste nei pazienti Covid a insufficienza respiratoria e morte“.

Nel nostro intestino abbiamo mediamente 100 miliardi di batteri commensali, chiamati microbiota, i quali, se ben rappresentati a livello di genere e specie, svolgono un ruolo essenziale nella risposta immunitaria dell’organismo, oltre a prevenire reazioni immunitarie eccessive potenzialmente pericolose, che possono danneggiare i polmoni e altri organi vitali, arrivando all’ insufficienza respiratoria e alla morte.
Sinteticamente il microbiota diversificato si trova negli individui in buona salute, con l’età avanzata diminuisce la diversità, che potrebbe spiegare le risposte anomale immunitarie (infiammazione) soprattutto negli anziani.

In un recente studio, alcuni ricercatori hanno utilizzato il sequenziamento NGS per verificare il cambiamento e riduzione del microbiota nella disbiosi intestinale mediata dagli antibiotici (https://www.cell.com/cell/fulltext/S0092-8674(19)30898-0).
Nei soggetti sani con un trattamento antibiotico prima della vaccinazione, è stata osservata una diminuzione della flora microbica per un massimo di 180 giorni, nonché un’eccessiva infiammazione e una ridotta produzione di anticorpi contro particolari ceppi di influenza.
Tuttavia, l’H1N1, un virus di cui gli individui non avevano una precedente produzione o memoria di anticorpi, ha provocato una risposta immunitaria attenuata tra gli individui a cui erano stati somministrati antibiotici collegati a riduzione del loro microbiota intestinale.

Si è visto che un buon microbiota intestinale ottimizza la vitamina A nell’intestino, proteggendo l’individuo da una risposta immunitaria eccessiva.

Come per il microbiota intestinale, ora ci sono prove che suggeriscono la presenza di microrganismi nel polmone (2) . È interessante notare che il microbiota intestinale ha dimostrato di influenzare la salute polmonare attraverso un dialogo incrociato vitale tra il microbiota intestinale e i polmoni che viene definito “asse intestino-polmone” .
In effetti, diversi studi hanno dimostrato che le infezioni respiratorie sono associate a un cambiamento nella composizione del microbiota intestinale.
La perdita della diversità dei batteri intestinali può portare a disbiosi che può quindi essere associata a molte malattie. In effetti, gli anziani che hanno un microbiota intestinale meno diversificato e assenza di microrganismi benefici come il bifidobacterium hanno più problemi se colpiti dalla CoViD-19 (Nagpal et al 2018); poiché molti pazienti anziani e immuno-compromessi progrediscono verso gravi esiti clinici avversi, è quindi plausibile ipotizzare che nel caso di persone colpite dalla CoViD-19, vi sia una possibile interazione tra polmone e microbiota intestinale che potrebbe influenzare l’esito della manifestazione clinica.

Questi dati supportano la constatazione che i pazienti con infezione da SARS-CoV-2 presentano tipicamente una malattia respiratoria, con sintomi gastrointestinali. Data la presenza di recettori virali nelle cellule epiteliali gastrointestinali e una composizione alterata del microbiota intestinale in alcuni pazienti, normalizzare il microbiota potrebbe essere molto utile alla gestione del COVID-19, in quanto il microbiota intestinale determina l’equilibrio tra le risposte proinfiammatorie e regolatorie e modella il sistema immunitario dell’ospite.

Risulta quindi utile verificare quale deve essere la nostra condotta alimentare per migliorare il nostro microbioma e difenderci in maniera preventiva dall’infezione del virus SARS Cov-2:

Sinteticamente nella selezione degli alimenti da utilizzare nel menù giornaliero, bisognerà effettuare delle scelte ben precise:
1) limitare i cibi trasformati (prodotti alimentari ottenuti dalla trasformazione di prodotti primari, non trasformati);
2) seguire una dieta mediterranea;
3) evitare l’alcool, il sale, i dolci, i dolcificanti artificiale e gli additivi;
4) utilizzare spesso: yogurt e formaggi artigianali, kefir e il kombucha, i crauti e il kimchi.

Nel caso delle persone anziane o disbiosi ricorrenti, sarà utile ricorrere a particolari probiotici, al fine di ristabilire il microbiota intestinale; il suo approfondimento sarà effettuato in un prossimo articolo.

* Con microbiota si definisce la “microflora” che colonizza l’apparato digerente (o più in generale tutto il corpo) dell’uomo. Il “microbioma” si riferisce invece all’insieme dei geni che costituiscono dell’intero microbiota.

Riferimenti:
(1) Microbiome maintenance: Good gut health could tackle COVID-19
https://www.nutraingredients.com/Article/2020/03/23/Microbiome-maintenance-Good-gut-health-could-
tackle-COVID-19 1/2
Di Will Chu 24-Mar-2020 – Ultimo aggiornamento su 23-mar-2020 alle 16:35 GMT.
(2) Microbiota intestinale e Covid-19- possibile collegamento e implicazioni Virus Res . 2020 agosto; 285:
198018. Pubblicato online il 2020 il 13 maggio.Doi: 10.1016 / j.virusres.2020.198018 PMCID: PMC7217790 PMID: 32430279
(3)
https://www.gutmicrobiotaforhealth.com/is-gut-microbiome-lung-crosstalk-worth-considering-during-
the-current-covid-19-pandemic/

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