Il “Mistero” della rapida fusione del ghiaccio del Polo Nord e invece l’aumento dello stesso al Polo Sud

Il “Mistero” della rapida fusione del ghiaccio del Polo Nord e invece l’aumento dello stesso al Polo Sud

Articolo di Gabriele La Malfa

Polo Nord

Probabilmente molti sanno che a causa del riscaldamento globale del nostro pianeta i ghiacci del Polo Nord vanno fondendosi rapidamente, tuttavia ignorano che al contrario il Polo Sud resiste, anzi in alcuni casi i suoi ghiacci vanno espandendosi!

Due sono le riflessioni/considerazioni da farsi:

  • la prima è che gran parte dei ghiacci del Polo Nord galleggiano in pieno oceano Artico e che, quindi, sono soggetti alla mitigazione del mare, che su tutto il globo va riscaldandosi. I ghiacci del Polo Sud, invece, per oltre un 90% della loro estensione poggiano su un vero e proprio continente di terraferma, dove le variazioni di temperatura globale ancora non incidono come sul mare. Da qui la differenza profonda tra i due poli. Al Polo Nord di frequente lo spessore del ghiaccio è solo di qualche metro, mentre in Antartide lo spessore medio del ghiaccio varia tra i 1400 e i 1900 metri. Per fonderlo tutto, anche se la temperatura del pianeta aumentasse di 4 gradi, ci vorrebbero centinaia di anni. Al Polo Nord la temperatura del mare non scende mai sotto i -2 °C e in estate può arrivare anche a 10 °C (ecco perché qui c’è un’accelerazione del processo di fusione del ghiaccio), in Antartide la temperatura della terraferma resta costantemente sotto i -25/30 °C.
    A titolo di curiosità, la temperatura minima registrata al Polo Nord è stata di -58 °C, mentre al Polo Sud di -93 °C, valore, quest’ultimo, registrato il 10 dicembre da un satellite meteo.
  • La seconda è che un altro aspetto non di poco conto è legato alle correnti aeree costanti indotte dall’effetto Coriolis (dovuto alla rotazione della Terra, per cui nell’emisfero nord le correnti aeree si spostano da ovest verso est e nell’emisfero sud da est verso ovest). Queste correnti aeree trovano una linea di divisione proprio sull’equatore. Quindi il riscaldamento globale prodotto dall’uomo rimane in gran parte concentrato nell’emisfero nord e meno nell’emisfero sud. Il calore atmosferico prodotto dalle attività umane, a causa del movimento delle masse d’aria, converge verso l’Artico per l’emisfero settentrionale e verso l’Antartide per quello meridionale, finendo per influenzare i Poli. Ne consegue che, mentre la temperatura globale del pianeta è aumentata di 1-1,5 gradi, sul Polo Nord abbiamo un aumento medio stabile di 3-4 °C. Al Polo Sud, visto che le attività antropiche nell’emisfero Australe sono minori, l’aumento medio della temperatura è di circa un grado; aumento poi vanificato dalla stabilità termica della piattaforma continentale su cui poggia tutto il ghiaccio. In futuro quindi avremo un Polo Nord che in estate si scongelerà quasi completamente, consentendo (già accade in parte ora) il passaggio delle navi, mentre il Polo Sud resterà costante con tutto il suo ghiaccio.

Questo fatto per alcuni scienziati potrebbe portare ad una variazione sia della rotazione della Terra che dell’orientamento dell’asse di rotazione terrestre.

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