Il panda maggiore

Il panda maggiore

Articolo di Gabriele La Malfa

Il panda maggiore (Ailuropoda melanoleuca) è il noto animale utilizzato come simbolo dal WWF, nonché uno degli “emblemi nazionali” della Cina. Attualmente vive in piccole aree montuose della provincia di Sichuan (Repubblica Popolare Cinese).

Secondo la tassonomia, appartenendo alla famiglia degli orsi (Ursidae), è un mammifero carnivoro (ordine Carnivora), in realtà si nutre quasi esclusivamente di germogli di bambù. Tecnicamente è un animale onnivoro, infatti accompagna occasionalmente la sua dieta vegetariana con uova, insetti e piccoli uccelli e roditori; a livello di abitudini alimentari può essere considerato uno degli estremi nella famiglia degli orsi (animali prevalentemente onnivori). All’estremo opposto si trova l’orso polare (Ursus maritimus), che si ciba esclusivamente di carne.

Il valore nutrizionale dei germogli di bambù è piuttosto basso, questo vincola il panda a doversi nutrire di continuo e, quindi, a dedicare gran parte della giornata all’alimentazione. In media, ogni giorno, deve ingerire una quantità di germogli pari a circa il 30% del suo peso corporeo.
I bambù sono piante che muoiono dopo la fioritura, pertanto una condizione essenziale, nell’habitat naturale del panda maggiore, è che ve ne siano numerose varietà. In tal modo, differendo il periodo di fioritura a seconda della specie, l’animale può alimentarsi regolarmente per tutto l’arco dell’anno.
Rilevante, negativamente, fu l’anomalo evento del 1975, in cui tutte le specie di bambù fiorirono contemporaneamente, lasciando i panda privi di cibo per una consistente parte dell’anno e causando la morte di un gran numero di esemplari.

Caratteristico dell’Ailuropoda melanoleuca è l’insolito palmo a “sei dita”, più precisamente cinque dita e un “pollice”. In realtà il “pollice”, che gli consente di afferrare facilmente gli steli di bambù, è il risultato di una modificazione evolutiva dell’osso del polso, di conseguenza non rappresenta un vero e proprio dito dal punto di vista anatomico.

Il panda maggiore è considerato una specie a rischio, si stima che attualmente, liberi in natura, non ci siano più di 1500 esemplari. Il tasso di natalità molto basso non è certo d’aiuto in tal senso:

• la femmina (in natura) è in grado di allevare solamente un cucciolo alla volta, nel caso partorisca due gemelli deve necessariamente abbandonarne uno. La gestazione dura 5 mesi, alla nascita il piccolo è totalmente bianco (la tipica colorazione bianco-nera viene sviluppata più tardi), e fino a 3 mesi d’età non è in grado di spostarsi a terra da solo;

• lo svezzamento si completa in 9 mesi, tuttavia, in genere, il piccolo rimane con la madre fino all’età di 18 mesi. Periodo in cui la femmina non può accudire nessun altro cucciolo;

• i panda raggiungono la maturità sessuale piuttosto lentamente, tra i 4 e i 6 anni, e il periodo riproduttivo è limitato ad appena un paio di settimane all’anno;

gli animali sono spesso consanguinei, poiché riuniti in piccoli gruppi isolati. Un tempo erano liberi di vagare da una montagna all’altra e quindi di riprodursi con esemplari di altri gruppi, oggi, a causa delle vallate occupate dagli insediamenti umani, ciò non può più avvenire.

Panda maggiore

Il panda maggiore ha una lunghezza compresa tra i 120 e i 150 cm e un peso che oscilla tra i 75 e i 160 kg. Può vivere fino a trent’anni. Sebbene possa apparire come un tenero quanto sedentario “peluche vivente” in verità è un abile arrampicatore di alberi e un buon nuotatore.

Panda maggiore

Il nome scientifico, Ailuropoda melanoleuca, deriva dal greco antico e significa, letteralmente: “piede di gatto, nero-bianco”. Il nome comune “panda” probabilmente deriva dalla parola nepalese “ponya” che significa “bambù”.

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