a cura di Elisabetta Intini (fonte: FOCUS)

In una goccia d’ambra è stato ritrovato un coleottero ricoperto del polline di una pianta da fiore risalente a circa 100 milioni di anni fa: questa è la più antica prova diretta di impollinazione mediante insetti.

Un coleottero (A. burmitina) rimasto intrappolato nell’ambra poco dopo un banchetto a base di polline è la più antica prova diretta di impollinazione entomogama o entomofila (cioè portata avanti dagli insetti) sulle piante da fiore. Il fossile, che risale a circa 100 milioni di anni fa, è stato ritrovato nel 2012 in una miniera del nord del Myanmar, e ha avuto una lunga “vita in scaffale” prima che Bo Wang, scienziato esperto di frammenti di ambra del Nanjing Institute of Geology and Palaeontology, e David Dilcher, Professore emerito di Scienze della Terra e atmosferiche all’Università dell’Indiana di Bloomington, si accorgessero che conteneva qualcosa di speciale.

ADATTAMENTO RECIPROCO. L’insetto al suo interno – una nuova specie, ribattezzata Angimordella burmitina – mostrava infatti un corpo ricurvo e un capo munito di appendici boccali per raccogliere e trasportare il polline.

Osservazioni più ravvicinate hanno mostrato che, in effetti, il suo corpo era in buona parte ricoperto di polline: grazie alla microscopia laser confocale, una tecnica di analisi dei tessuti, ne sono stati individuati 62 granuli sparsi nella peluria di torace, addome e zampe dell’animale.

I pollini appartengono a una pianta del gruppo delle Eudicotiledoni, tra le più comuni piante da fiore, anche se non è chiaro a quale specie. Soprattutto, i granuli sembrano avere una forma, un aspetto e una capacità di aggregazione ideali per essere trasportati dagli insetti. Lo studio è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.

COLPO DI FORTUNA. Trovare un fossile che preservi sia un impollinatore, sia il suo bottino di polline è una circostanza estremamente rara, e il reperto birmano sposta la più antica prova lampante di questa forma di trasporto indietro di 50 milioni di anni: finora le prove più primitive di impollinatori all’opera risalivano all’Eocene medio (41-48 milioni di anni fa). Le prove indirette impollinazione, come i fossili di insetti dall’apparato succhiante molto sviluppato, sono invece anche molto più antiche.

«Oltre a rappresentare la più antica evidenza diretta di impollinazione entomofila di piante da fiore – chiarisce Dilcher – questo reperto illustra perfettamente l’evoluzione cooperativa di piante e animali in un periodo caratterizzato da una vera esposizione delle piante da fiore».

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