Articolo di Gabriele La Malfa

Com’è facilmente intuibile, Il porcellino di mare (genere Scotoplanes), sebbene nella forma e nel colore ricordi in parte un maiale, ha ben poco da condividere con i mammiferi terrestri della famiglia dei suidi. Esso è un’oloturia, ossia un cetriolo di mare. Le oloturie (Holothuroidea) sono una classe di echinodermi, il phylum che comprende anche le stelle e i ricci di mare.
Nel caso specifico gli Scotoplanes fanno parte della famiglia Elpidiidae, probabilmente la famiglia di cetrioli di mare (classe Holothuroidea) meglio adattata alla vita nelle profondità marine.

Il porcellino di mare è un animale bentonico, il suo habitat è costituito dai fondali abissali dell’oceano Atlantico, Pacifico e Indiano, compresi tra i 1000 e i 5000 metri di profondità. Si alimenta di fango, o meglio delle particelle e detriti organici contenuti nel fango, che vengono filtrati attraverso l’apparato digerente dell’animale.

La sua pelle di colore ambra/rosa è traslucente, lasciando intravedere parzialmente gli organi interni. I pedicelli ambulacrali sono molto sviluppati, assumendo quasi la forma di piccole zampe; essi, grazie a meccanismi che variano la pressione idrostatica interna, si gonfiano e si sgonfiano, permettendo all’animale di muoversi.
I quattro pedicelli sulla parte dorsale sono molto sviluppati e si presume abbiano una funzione sensoriale, ricerca del cibo e del partner durante il periodo riproduttivo.

La bocca è circondata da piccoli tentacoli, derivati da pedicelli ambulacrali modificati, che aiutano l’animale ad ingurgitare il fango. Seppure vivono in gruppi che arrivano fino a 500-600 individui, non si ritiene abbiano una vera e propria vita sociale. Molto semplicemente tendono a raggrupparsi nelle zone dove il fango è più ricco di materiale organico “fresco”.

Oltre ad essere degli ottimi spazzini dei fondali, costituiscono il nutrimento principale per molti predatori delle profondità marine. Inoltre il loro corpo ospita vere e proprie colonie di piccoli parassiti invertebrati, che si nutrono di parti non vitali dell’animale. Le ottime capacità rigenerative, tipiche del phylum, gli consentono di rimpiazzare velocemente le parti parassitate.

porcellino di mare

Nell’immagine uno Scotoplanes globosa, questo porcellino di mare ha una lunghezza, da adulto, di circa 15 cm. Il genere Scotoplanes comprende solo tre specie viventi, lo Scotoplanes globosa, lo Scotoplanes angelicus e lo Scotoplanes mutabilis.

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