Il Portogallo dichiara “guerra” ai grassi e allo zucchero

Il Portogallo dichiara “guerra” ai grassi e allo zucchero

Tratto dalla Rubrica “La Buona Novella” (Newsletter di AK) a cura di Daniela Rosellini
Articolo tradotto e inviato da Lisbona da Vincenzo Francaviglia (Fonte: El Pais)

Non è che i Portoghesi siano particolarmente grassi: stanno qualcosa sopra la media europea (16,6 % contro il 15,9 %), vivono come pochi e mangiano pesce come nessun altro. Però il Governo ed il Parlamento del Paese hanno dichiarato il 2017 l’anno della guerra allo zucchero, sia aumentando le imposte, sia eliminando tentazioni dalla vista dei ghiottoni.

Chi solitamente prende il caffè in Portogallo, ha certamente notato che le bustine di zucchero sembrano più leggere tanto da sentire, a volte, la necessità di raddoppiarne la dose. La colpa non è del caffè, bensì della riduzione del contenuto delle bustine da 8 a 5 grammi di zucchero.
A questa piccola misura è seguita, all’inizio dell’anno, una fat-tax, un’imposta sopra le bevande che superano un certo contenuto di edulcorante. Il principale produttore ha protestato, minacciando di chiudere le fabbriche, ma l’imposta è andata in vigore lo stesso, come in molti altri Paesi.

Entro la fine di marzo, tutti gli ospedali e i centri di salute del Portogallo hanno dovuto ritirare dai distributori automatici le vivande con elevati contenuti di sale, zucchero, grassi transgenici e le bevande alcooliche. Le bottiglie d’acqua hanno dovuto essere collocate in luoghi più visibili e non nell’angolo più basso ed occulto della macchina.

Grazie ad una iniziativa parlamentare dell’unico deputato ecologista PAN, l’Assemblea della Repubblica ha inoltre approvato la legge che tutti i luoghi di ristoro pubblici debbano avere nel loro menù un piatto vegetariano, perciò, alla battaglia contro lo zucchero, è seguita la presenza del cibo vegetariano in tutti i posti di ristoro pubblici.

A partire da maggio, questa misura è stata estesa agli ospedali, alle scuole ed anche a qualsiasi entità pubblica, sia teatro, asilo o carcere. Tutti dovranno offrire un menù che non contenga prodotti di origine animale.
Il veganismo non è ancora molto diffuso nel Paese e la nuova legge prevede anche che, qualora non ci sia domanda sufficiente del menù verde, il posto di ristoro pubblico sarà dispensato da quest’obbligo. Però vegani o no, l’obesità infantile è un problema che affligge molti, anche in Portogallo…

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