Articolo di Gabriele La Malfa

A fine marzo ha fatto clamore la notizia della morte dell’ultimo esemplare maschio di rinoceronte bianco con conseguente estinzione della specie. Le cause che hanno portato alla sua estinzione, inutile dirlo, non sono state naturali, ma indotte dall’attività di sfruttamento/bracconaggio dell’uomo!
In seguito la notizia, fortunatamente (si fa per dire), è risultata “imprecisa”. Il rinoceronte bianco (Ceratotherium simum), detto anche rinoceronte camuso, non si è estinto, a scomparire è stata una delle due sottospecie in cui la specie è suddivisa, quella del rinoceronte bianco settentrionale (Ceratotherium simum cottoni).
Il rinoceronte bianco meridionale (Ceratotherium simum simum), che in passato ha rischiato l’estinzione sempre a causa dell’uomo, oggi gode di buona salute (grazie all’adozione di tempestive misure protettive), tanto da rappresentare, con i suoi oltre 20 mila esemplari censiti, la sottospecie di rinoceronte più numerosa al mondo.

Il rinoceronte bianco settentrionale negli anni ‘70 contava una popolazione di circa 500 esemplari, ridotta a soli 9-10 esemplari nel 2006. Nel 2008 venne dichiarata la sua estinzione in natura (in sostanza i pochissimi esemplari ancora in vita erano solo quelli tenuti in cattività).
Gli ultimi esponenti di questa sottospecie si trovavano al San Diego Wild Animal Park e alla Zoo di Dvůr Králové nella Repubblica Ceca. Purtroppo nel primo caso (San Diego) l’ultimo esemplare morì a fine 2015. Nel secondo caso (Zoo della Repubblica Ceca) i quattro esemplari dello zoo furono trasferiti a fine 2009 nella riserva di Ol Pejeta Conservancy (una riserva privata in Kenya) con la speranza di farli riprodurre in natura. Dei quattro animali, due maschi e due femmine, uno dei maschi, Suni, morì nell’ottobre del 2014, mentre l’altro , Sudan, è morto il 19 marzo del 2018, a causa dell’età avanzata (45 anni) e di alcune complicazioni mediche.

Oggi nella riserva di Ol Pejeta sopravvivono gli ultimi due esemplari femmina, Najin e Fatu. Si sono fatti più tentativi di fecondazione artificiale (utilizzando il seme del rinoceronte bianco meridiale), tuttavia, per il momento, senza alcun successo. Inoltre va evidenziato che, anche in caso di successo, i nuovi nascituri sarebbero una sottospecie ibrida e non il “vero” rinoceronte bianco settentrionale, quindi, di fatto, il Ceratotherium simum cottoni può considerarsi estinto.

Il rinoceronte bianco è un mammifero placentato dell’ordine dei perissodattili (Perissodactyla), quello che racchiude, oltre a tutti i rinoceronti, anche i tapiri e i cavalli (comprese le forme affini). La caratteristica distintiva di tale gruppo di ungulati, da cui deriva anche il nome scientifico (perissós=impari, dáktulos=digitato), è la presenza di arti con dita dispari, aventi l’asse delle zampe gravante sul terzo dito.

Il rinoceronte bianco è la specie di rinoceronte più grande oggi esistente e il quarto animale terrestre di maggiori dimensioni in assoluto, subito dopo le tre attuali specie di elefanti.
Mediamente ha una lunghezza di 3,5-3,7 metri, un’altezza al garrese di 2 metri ed un peso di quasi 3 tonnellate. Alcuni esemplari maschi possono raggiungere una lunghezza di 5 metri ed un peso di 4 tonnellate, ma rappresentano casi molto rari. Il corno grande sul muso può arrivare a misurare anche oltre 1,50 metri di lunghezza!

Nonostante il nome la colorazione della sua pelle non è bianca, ma grigiastra, infatti essa è di colore simile (sebbene un po’ più chiara) a quella del rinoceronte nero. L’aggettivo “bianco” deriva da un’errata traduzione della parola Afrikaans “wyd”=largo, attribuita dai colonizzatori afrikaner all’animale (simile nelle pronuncia alla parola inglese white=bianco).

Tutti i rinoceronti sono brucatori erbivori, si nutrono di ramoscelli, foglie, cespugli e frutta, che trovano nella savana/prateria. Il corno, sebbene possa sembrare di consistenza ossea, è costituito da cheratina (la stessa proteina che è alla base dei capelli e delle unghie) cementata insieme. Il senso più sviluppato è sicuramente l’olfatto al contrario della vista piuttosto scarsa, non a caso l’animale carica il potenziale pericolo/avversario orientandosi quasi esclusivamente con l’olfatto (non di rado sono stati osservati esemplari caricare tronchi d’albero e termitai, perché ingannati dall’odore).

Il rinoceronte bianco meridionale vive nelle praterie e nelle savane dell’Africa meridionale, dal Sud Africa allo Zambia, mentre il rinoceronte bianco meridionale un tempo popolava le corrispondenti aree in Uganda, Ciad, Sudan, Repubblica Centrafricana e Repubblica Democratica del Congo.

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