Ad un pelo dal fallimento sugli accordi climatici di Lima, finalmente nella notte è stato approvato dai 195 Paesi presenti un documento sulla limitazione dei gas serra in Atmosfera

Dopo una nottata (tra sabato e domenica 14) di stressanti negoziati è arrivato finalmente il via libera dalla conferenza Onu a Lima sul cambiamento climatico ad un documento da approvare al vertice di Parigi in programma nel 2015. A sbloccare la situazione di stallo, che minacciava di vanificare l’incontro di Lima (ma anche quello successivo che si terrà a Parigi), è stato il capo della delegazione americana, Todd Stern, che ha invitato i delegati dei 195 Paesi ad accettare il compromesso perché il fallimento della conferenza di Lima sarebbe stato  «un’enorme sconfitta», capace di minacciare il summit di Parigi e la credibilità del sistema dell’Onu nell’affrontare l’emergenza dei cambiamenti climatici. «Non abbiamo tempo per altri lunghi negoziati, credo che questo lo sappiamo tutti», ha detto. L’inviato americano ha sottolineato comunque che Washington, pur appoggiando il documento, non è d’accordo con molti punti del compromesso.

A dichiarare finalmente approvato il testo è stato Manuel Pulgar Vidal, ministro peruviano dell’Ambiente e presidente della conferenza, davanti alla plenaria delle delegazioni rimaste di 145 paesi presenti all’incontro, che hanno subito applaudito il via libera al documento. «Sarebbe una buona idea chiamare il testo `Appello di Lima per l’azione per il clima´», ha aggiunto Pulgar Vidal.

Le trattative tra i rappresentanti dei 195 paesi della conferenza dovevano concludersi venerdì ma sono proseguite durante l’intera giornata di sabato fino alle prime ore di domenica, vista l’impossibilità di trovare un’intesa sugli impegni da parte dei paesi per combattere contro i cambiamenti climatici.
Tra i principali punti in discussione c’erano le questioni finanziarie e le informazioni che dovranno presentare i paesi circa i propri contributi nelle riduzione delle emissioni in modo che le mete prefissate possano essere quantificabili e comparabili.

Tutto comunque è stato rinviato a dicembre 2015 all’ombra della torre Eiffel e li vedremo realmente se esiste la volontà di salvare questo pianeta dal disastro climatico incombente.

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