Il colibrì di Elena (Mellisuga helenae), endemico di ciò che rimane delle foreste di Cuba e purtroppo inserito nell’elenco delle specie in via d’estinzione (proprio a causa dei disboscamenti) è il volatile più piccolo del mondo. Pensate che a Cuba è comunemente soprannominato il  “colibrì  ape”, infatti il maschio misura circa 5,5 cm mentre la femmina poco più, 6,12 cm.

Come tutti i colibrì si nutre soprattutto di nettare, la sua dieta prevede, però, anche il consumo d’insetti. Sembra che estragga il nettare da 10-15 differenti generi di pianta. Purtroppo, come accennato sopra, questi piccoli uccelli sono (secondo la IUCN Red List) destinati ad una probabile prossima estinzione. Non a caso è stato inserito anche nell’Appendice II della CITES.

Gli esemplari della specie vivono soprattutto nelle foreste e ai margini dei boschi/foreste di Cuba. E’ piuttosto diffuso in tutto l’arcipelago (almeno nelle aree di habitat che gli rimangono), in particolare sull’isola principale omonima. Meno comune a Playa Larga.

E’ un uccello dai colori vividi e iridescenti, il maschio ha dei bellissimi colori tra il verde e il rosso, nella parte alta del corpo. In quella inferiore sono bianchi e grigi. La femmina è verde sopra e bianca sotto.
Entrambi però sono, nelle loro piccole dimensioni, piuttosto “robusti”, cosa strana per i colibrì che solitamente sono alquanto esili. Durante la stagione degli amori i maschi mettono un colore rossastro sulla testa e rosa sulla gola. Piccoli e coloratissimi non è un caso che siano riusciti ad affascinare intere popolazioni.

Le femmine si occupano di creare il nido, dalle dimensioni di appena 2,5 cm di diametro, usando pezzi di corteccia, licheni e ragnatele. Depongono due uova alla volta, grandi come piselli. La stagione riproduttiva va da marzo a giugno.

il Mellisuga helenae è chiamato colibrì ape anche perché, come le api, è importantissimo per l’impollinazione. Quando raccoglie il polline e si sposta da fiore a fiore, ecco che ne semina piccole quantità aiutando le piante a riprodursi.

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3000 anni fa sul frontone del tempio di Apollo a Delfi c’era scritto: “γνώθι σαυτόν” Conosci te stesso, era questa la risposta all’uomo che chiedeva di sapere chi era, da dove veniva e dove sarebbe andato. Questo è quello che abbiamo appreso al liceo, ma non ci è stato mai detto che sul frontone c’era scritto anche dell’altro e cioè: conosci te stesso e conoscerai l’universo e gli dei. Perché ci è stato "nascosto"? Forse qualcuno ha sempre cercato di nasconderci la verità e questo per essere ben indottrinati su canali prestabiliti.

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