a cura dell’arch. Alberto Gioffré

La Natura è stata inequivocabilmente violentata dall’Uomo. Nessun’altra specie ha così radicalmente modificato il pianeta, come ha fatto la società umana. Dapprima essa ha realizzato opere anche grandiose, utilizzando materiali facilmente reperibili, poi ha scavato per ricavare metalli e minerali utili o preziosi. Infine ha creato nuove sostanze mescolandole ad altre, producendo forme di inquinamento che provocano danni irreversibili. Ha disboscato e bruciato, fino a determinare la riduzione dell’ossigeno, indispensabile per la vita come la conosciamo.
Ha svuotato giacimenti di sostanze organiche decomposte (con squilibri sul territorio) per trasformarle in energia, senza puntare su fonti naturali, gratuite e disponibili facilmente. Inoltre ha facilitato la diffusione di gas serra, giungendo ad alterare il clima del pianeta. L’equilibrio tra sistema naturale ed artificiale è diventato sempre più precario, tra l’indifferenza di chi governa le Nazioni.

È stata la cosiddetta cittadinanza attiva a rendersi conto di come l’Umanità stava distruggendo la sua stessa casa, il pianeta Terra. Il Volontariato nel settore ecologico ed ambientale, è nato così, con l’azione di gruppi di persone più previdenti delle altre, più sagge, più sensibili: persone alle quali sta a cuore il destino del pianeta e della stessa Umanità.

In Calabria, agli inizi degli anni Settanta del secolo scorso, fu affrontato un tema che nessuna forza politica o sociale del tempo considerava importante: la tutela della natura. A Reggio, nel 1972, alcuni Volontari crearono la Sezione del Kronos 1991, Sede Regionale dal 1984. Da allora si formò, anno dopo anno, una sempre maggiore sensibilità: dapprima da parte della cittadinanza, sollecitata dal Kronos e gradualmente, anche dalle forze partitiche, che individuarono nelle politiche ambientali un mezzo per raccogliere adesioni.

L’Ambientalismo divenne una moda nei successivi anni ’80, e si diffuse capillarmente negli anni ’90. Nel terzo millennio è radicato nella mente di ciascun abitante, ma con scarse azioni concrete.
Oggi i grandi temi quali: fame, salvaguardia delle foreste, pericoli della radioattività, riscaldamento globale, disarmo, inquinamento planetario della plastica, diffusione di virus non sempre spontanei, rappresentano nuovamente l’interesse generale della popolazione, sempre più attenta e consapevole.
Il Volontario oggi può fare molto per la causa ambientalista. Con la sua azione diretta può diffondere notizie, informare gli altri su come superare i problemi; agire nei confronti delle Istituzioni, considerato che non riesce a farne parte, poiché la sua Buona Volontà non collima con l’impegno politico. I Volontari possono informare, responsabilizzare ed arricchire l’opinione pubblica; agire nel quotidiano rispettando la Natura ed il prossimo; valorizzare il patrimonio naturalistico; creare un nuovo stile di vita, in reale armonia con il pianeta e non con un sistema sociale che, di qualunque colore sia, appare quasi sempre fallimentare.

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