Su gentile concessione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) presentiamo quattro immagini satellitari elaborate dall’ente che avvalorano l’ipotesi di incidenza inquinamento atmosferico e covid-19 (vedi articolo).

Nella prima immagine si nota l’alta concentrazione di NO2 (biossido d’azoto) avvenuta a febbraio e primi giorni di marzo. La seconda evidenzia un evidente diminuzione di NO2 a marzo.
L’NO2 si presenta quando c’è poco movimento d’aria, quando quest’ultima stagna a causa di prolungate alte pressioni. Di solito oltre al NO2 si trovano altri gas inquinanti e soprattutto abbondante particolato.

Il biossido di azoto (NO2) è un inquinante che viene normalmente generato a seguito di processi di combustione. In particolare, tra le sorgenti emissive, il traffico veicolare è stato individuato essere quello che contribuisce maggiormente all’aumento dei livelli di biossido d’azoto nell’aria ambiente. L’NO2 è un inquinante per lo più secondario, che svolge un ruolo fondamentale nella formazione dello smog fotochimico, in quanto costituisce l’intermedio di base per la produzione di tutta una serie di inquinanti secondari pericolosi come l’ozono, l’acido nitrico e l’acido nitroso. Una volta formatisi, questi inquinanti possono depositarsi al suolo per via umida o secca, dando luogo al fenomeno delle piogge acide, con conseguenti danni alla vegetazione ed agli edifici. Si tratta inoltre di un gas tossico irritante per le mucose e responsabile, guarda caso, di specifiche patologie a carico dell’apparato respiratorio (bronchiti, allergie, irritazioni, ecc.)

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In piena pandemia, all’inizio della seconda ondata con aumenti esponenziali dei casi positivi soprattutto in Europa, con valori che oscillano tra i 10.000 e 30.000 positivi al giorno, in attesa di un vaccino sicuro ed efficace, l’unica arma che ci permetterà di sopravvivere al virus, senza subire danni al nostro stato di salute, come già detto in articoli precedenti, è quello di rinforzare il nostro sistema immunitario.

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