a cura del Prof. Luigi Campanella

La malnutrizione viene  spesso assimilata a sotto-nutrizione: un recente studio di ricercatori spagnoli pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology spiega che i due stati sono profondamente diversi e che anche un obeso può essere malnutrito perché la sua alimentazione è priva di alcuni fondamentali elementi con conseguente rischio di patologie.

In tempi di Covid-19 sono aumentate le malattie cardiovascolari e si è pensato che questo fosse dovuto al virus. È emerso invece che molti dei pazienti colpiti soffrivano di nutrizioni sbagliate, non in grado cioè di assicurare tutte le componenti essenziali per un buono stato di salute. Lo studio spagnolo è stato condotto su 5 mila soggetti e quindi può considerarsi statisticamente affidabile.

Lo studio ha individuato le principali carenze alimentari degli infartuati giungendo ad individuare una sorta di dieta ideale. Questa contiene innanzitutto legumi e verdure, pesce, carni bianche, cereali integrali e frutta a guscio, e poi olio di oliva, un bicchiere di vino rosso. Fra i pesci vengono consigliati quelli ricchi di omega-3, “grassi amici del cuore”, come salmone, trota e tonno. Sono anche essenziali alcuni micronutrienti, in particolare antiossidanti contenuti nella frutta di colore rosso come mirtillo, fragola, lampone e fibra contenuta nei pomodori e nelle carote.

Ippocrate raccomandava a tutti di far sì che il cibo sia la nostra medicina: lo studio spagnolo ne è una dimostrazione di saggezza e di scienza antenata.

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In questo periodo sono sempre alla ricerca di pubblicazioni sulla CoViD-19 che ne mettano in evidenza aspetti particolari. Mi sono così imbattuto in un articolo sul New England Journal of Medicine nel quale si evidenzia la possibile correlazione fra gruppo sanguigno e gravità della contrazione della malattia.

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