a cura di Judith Jaquet (fonte meteo.it)

Le maggiori emissioni di gas serra provengono dalle nazioni più ricche, ma saranno quelle più povere a pagarne maggiormente le conseguenze

Secondo una ricerca dell’Università di Melbourne, pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters, le zone tropicali, dove si trovano i Paesi più poveri, saranno maggiormente colpite dal riscaldamento globale. I ricercatori hanno analizzato gli scenari e gli impatti dei cambiamenti climatici sia sui Paesi più ricchi che su quelli poveri, nel caso si verificasse un riscaldamento globale di 1,5°C rispetto all’epoca pre-industriale.

I Paesi temperati, come ad esempio la Gran Bretagna, sembrerebbero essere meno direttamente colpiti dagli effetti del global warming rispetto a Paesi tropicali come Indonesia e Repubblica Democratica del Congo. Si tratta di una sorta di ingiustizia climatica, dato che il contributo dei Paesi più industrializzati all’emissione dei gas serra è notevolmente maggiore.

Secondo quanto riporta la ricerca “i Tropici tendono a essere le regioni più povere nel mondo e ciò significa che non hanno la capacità di adattarsi, anche se sono danneggiate di più dal cambiamento climatico”. Inoltre il futuro sviluppo economico ed industriale dei Paesi tropicali potrebbe essere ostacolato proprio dai cambiamenti climatici. L’accordo di Parigi del dicembre 2015 mira a mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2° C rispetto ai livelli preindustriali con l’ obiettivo ambizioso di restare al di sotto di 1,5 ° C.

Il superamento di questo obiettivo porterebbe i Paesi più poveri a sperimentare in modo più eclatante gli effetti dei cambiamenti climatici a livello locale. In queste circostanze sarebbe necessario un maggiore sostegno all’adattamento climatico per prevenire l’aumento della povertà.
Gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite comprendono l’eliminazione della povertà estrema, la riduzione delle disuguaglianze tra le Nazioni e la lotta agli impatti dei cambiamenti climatici. Limitare il riscaldamento globale all’obiettivo di Parigi avrebbe un effetto importante anche sotto il punto di vista della giustizia sociale, perché sarebbe notevolmente vantaggioso in primo luogo per le nazioni a basso reddito.

global warming

Articoli correlati

La rituale disamina della stima delle temperature medie globali dell’anno passato, mediante l’analisi dei dati grezzi e grigliati, mostra come il 2017 non abbia battuto il record stabilito un anno prima dal 2016, ma ci sia andato comunque molto vicino. Infatti, nella classifica degli anni più caldi, il 2017 si colloca al secondo posto sopra il 2015, con valore di anomalia, + 0,51o °C rispetto al periodo 1981-2010, +1o °C rispetto all’inizio del secolo.

COMMENTA

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.