a cura del Prof. Luigi Campanella

Uno studio dell’Università di Sidney ha analizzato 73 rapporti storici sul calo degli insetti nel mondo e ha rilevato che la massa totale di tutti gli insetti sul Pianeta diminuisce del 2,5% all’anno. Più del 40% delle specie di insetti conosciute è in costante declino e almeno un terzo è in pericolo: vuol dire che api e formiche si stanno estinguendo 8 volte più velocemente di mammiferi, uccelli e rettili, che “fra 10 anni ce ne saranno un quarto rispetto a oggi, fra 50 anni la metà e che fra 100 anni spariranno” ha spiegato al Guardian Francisco Sanchez-Bayo, uno degli autori dello studio e ricercatore presso l’Università australiana.

Una scomparsa che a sua volta potrebbe innescare un “catastrofico collasso degli ecosistemi della Terra” secondo lo scienziato. Gli insetti sono infatti tra le principali fonti di cibo per migliaia di specie animali, che potrebbero quindi non avere più di che nutrirsi, con conseguenze per l’intera catena alimentare.

Secondo gli studiosi, tra i principali fattori di declino delle specie ci sarebbero: perdita di habitat, agricoltura intensiva, urbanizzazione, inquinamento da pesticidi e fertilizzanti sintetici, fattori biologici e cambiamento climatico. “Quest’ultimo fattore – si legge nel report – è particolarmente rilevante nelle regioni tropicali“.

Un ripensamento delle attuali pratiche agricole, in particolare una seria riduzione dell’uso di pesticidi e la sua sostituzione con pratiche più sostenibili ed ecologiche, è necessario per rallentare o invertire le tendenze attuali, per consentire il recupero di popolazioni di insetti in declino e salvaguardare i servizi vitali che forniscono l’ecosistema” ha concluso Sanchez-Bayo.

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