Due giorni fa, sabato 8 settembre, in occasione della presentazione del libro “La caduta del cielo”, il Teatro Franco Parenti di Milano ha ospitato lo sciamano e portavoce degli indios Yanomani Davi Kopenawa e la direttrice del dipartimento Ricerca e Advocacy di Survival International Fiona Watson. L’incontro è stato voluto dal presidente di Accademia Kronos, Franco Floris, all’interno della campagna internazionale “Io faccio la mia parte“.

Davi Kopenawa viene in Italia per chiedere aiuto e Accademia Kronos ha già risposto: al più presto sarà attivata una raccolta fondi da destinare agli indios“, queste le parole di Franco Floris. Il presidente ha consegnato allo sciamano yanomani la bandiera di “Io faccio la mia parte“, con la promessa di “non lasciare più soli i fratelli della Selva nella loro battaglia per Madre Terra“. Contestualmente ha consegnato una bandiera anche all’organizzazione internazionale Survival che assiste il leader degli Yanomami.

In realtà Davi Kopenawa non è solo portavoce degli indios Yanomani, ma di tutta l’umanità, colui che ha raccolto il grido d’allarme della nostra Madre Terra. Il libro “La caduta del cielo” è un resoconto della vita e del pensiero cosmo-ecologico di Kopenawa. Traccia un quadro della cultura yanomami nel cuore della foresta pluviale, un mondo in cui l’antica conoscenza indigena rischia l’estinzione e combatte con la geopolitica globale e antropocentrica (Bruce Albert, antropologo che lavora a contatto con gli Yanomani dal 1975, ha raccolto e trascritto le parole di Kopenawa affinché possano essere comprese anche lontano dalla foresta).

Articoli correlati

Davi ha oggi 67 anni è nato in Brasile in un villaggio alle sorgenti del Rio Tootobi, nello stato di Amazonas. Fu soprannominato "Kopenawa", un tipo di vespa amazzonica, per il suo coraggio e la sua perspicacia. A causa delle epidemie che si diffusero tra la tribù nel 1959 e nel 1967, la comunità di Davi fu decimata ed entrambi i suoi genitori morirono.

Son passati 20 anni da quella clamorosa e coraggiosa esperienza californiana contro chi voleva abbattere una foresta di sequoie. Molti ricorderanno la giovane Julia Butterfly Hill (nella foto) che resistette per ben 2 anni su una sequoia millenaria alta 70 metri destinata ad essere abbattuta da una ditta di tagliaboschi. Alla fine vinse lei e tutti gli ambientalisti che la sostennero giorno dopo giorno. Quella sequoia millenaria, insieme ad altri alberi, ora è ancora li.

COMMENTA

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.