a cura di Gian Maria Fara (fonte: L’Eurispes.it)

La considerazione che studenti e cittadini adulti hanno nei confronti degli insegnanti del sistema scolastico italiano è tra le meno appaganti a livello internazionale. Secondo il Global Teacher Status Index 2018, studio della Varkei Foundation (citato anche nell’ultimo Rapporto Italia 2019), che ha indagato la percezione da parte della società del ruolo degli insegnanti in 35 paesi, considerati i più rappresentativi del mondo, l’Italia occupa la trentesima posizione, collocandosi all’ultimo posto tra i paesi europei partecipanti all’indagine. Rispetto al 2013, il nostro Paese ha perso ben 17 posizioni!

Eppure, i nostri studenti si trovano, nel complesso, più a loro agio all’interno del mondo scolastico, rispetto ai giovani degli altri paesi. Infatti, sempre secondo il Global Teacher Status Index 2018, i giovani italiani provano meno la solitudine e il senso di esclusione rispetto alla media dei giovani degli altri paesi analizzati. C’è da chiedersi, allora, come mai i nostri insegnanti non godano di stima e di considerazione al pari dei colleghi che vivono e lavorano altrove.
Nell’ambito di questa riflessione, a mio parere, è utile tenere conto di un altro fattore diventato fondamentale nella vita di ciascuno di noi e, in particolare, in quella delle giovani e giovanissime generazioni. Secondo una recente ricerca Nielsen, i nati dopo il 2000, quelli della cosiddetta “Generazione Z”, trascorrerebbero 9 ore al giorno davanti allo schermo del proprio smartphone. Numeri che fotografano un cambiamento reale della nostra società.
La domanda allora da farsi è se la scuola e il sistema pedagogico siano stati in grado, finora, di miscelarsi con l’innovazione tecnologica travolgente che ci ha trasformati tutti e che, inevitabilmente, plasma alunni e studenti differenti da quelli di alcuni decenni fa, proprio perché nativi digitali.
Per agevolare una nuova fusione tra sistema scolastico e tecnologia, promuovendo una didattica innovativa al passo con i tempi, è nato School in Motion, il primo festival che lega il mondo della video-animazione professionale e il sistema dell’istruzione.

L’evento, che si svolgerà al MAXXI di Roma il prossimo 15 maggio, mira ad instaurare un rapporto più stretto tra mondo dell’animazione e quello dell’istruzione, attraverso un concorso di cortometraggi animati pensati per l’apprendimento, realizzati anche attraverso la collaborazione di docenti e specialisti delle discipline scolastiche.

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Il premio "Io faccio la mia parte" ("We are doing our part" nella versione internazionale) è un riconoscimento erede del premio "Un Bosco per Kyoto", quest'ultimo nato in Italia nel 2005 e quasi sempre celebrato nella prestigiosa sala della Protomoteca in Campidoglio (Roma). Nell’albo doro delle personalità premiate menzioniamo: Carla Fracci, Nora Jounblatt, Licia Colò, Piero Angela, Alvaro Morales e Riccardo Valentini.

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