Italia leader mondiale nelle rinnovabili, ma al nostro governo questo non interessa

Italia leader mondiale nelle rinnovabili, ma al nostro governo questo non interessa

fonte: Teatro Naturale

L’Italia è sesta al mondo nella ricerca sulle energie rinnovabili e nella produzione di biogas, saliamo addirittura sul podio con oltre due miliardi metri cubi annui di gas naturale equivalente. Il governo però si appresta a cambiare la tassazione sulle produzioni agro energetiche con la legge di stabilità 2016 !

In base al Rapporto sulla Produzione Scientifica in tema di Energie Rinnovabili elaborato dall’Osservatorio Nazionale di Ises Italia la ricerca scientifica italiana nel settore delle energie rinnovabili è al sesto posto nel mondo. Prima è la Cina, poi USA, Regno Unito, Germania e Australia. Dietro l’Italia ci sono Giappone (7°), India (8°), Canada (9°), Corea del Sud (10°), Francia (11°) e Spagna (12°).

Contemporaneamente sono usciti altri dati confortanti per il nostro Paese, che mostra di stare al passo per quanto riguarda la produzione di energia verde. L’Italia infatti è oggi il terzo produttore al mondo di biogas. Un bacino dalle enormi potenzialità, “inesauribile”, secondo il Cib (Consorzio italiano biogas). Superiori all’Italia in termini produttivi ci sono solo Germania e Cina. Secondo gli esperti, il biogas made in Italy vale oltre due miliardi metri cubi annui di gas naturale equivalente, mille MWh di potenza installata e 8mila GWh di energia elettrica prodotta in un anno.
Uno dei grandi vantaggi offerto dall’utilizzo di biogas e biometano è la riduzione dell’inquinamento in ambito agricolo, attraverso la produzione di oltre 25 milioni di tonnellate di biofertilizzanti.

Il governo si appresta però a variare il regime fiscale sulle energie rinnovabili, almeno in agricoltura, con la legge di stabilità 2016.
Le produzioni agro energetiche e da fotovoltaico si considerano produttive di reddito agrario se contenute entro limiti predefiniti, mentre in caso contrario si utilizza il coefficiente di redditività del 25% dell’ammontare dei corrispettivi Iva.
Ferme restando le disposizioni tributarie in materia di accisa la produzione e la cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali, sino a 2.400.000 kWh anno, e fotovoltaiche, sino a 260.000 kWh anno, nonché di carburanti e prodotti chimici di origine agroforestale provenienti prevalentemente dal fondo, effettuate dagli imprenditori agricoli, costituiscono attività connesse ai sensi dell’articolo 2135, terzo comma, del codice civile e si considerano produttive di reddito agrario.
Per la produzione di energia, oltre i limiti suddetti, il reddito delle persone fisiche, delle società semplici e degli altri soggetti (di cui all’articolo 1, comma 1093, della legge 27 dicembre 2006, n. 296) è determinato, ai fini Irpef ed Ires, applicando all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni soggette a registrazione agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto, relativamente alla componente riconducibile alla valorizzazione dell’energia ceduta, con esclusione della quota incentivo, il coefficiente di redditività del 25%, fatta salva l’opzione per la determinazione del reddito nei modi ordinari, previa comunicazione all’ufficio secondo le modalità previste dal regolamento di cui al D.P.R. n. 442/1997.
Queste disposizioni si applicano a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015. Viene quindi soppresso il comma 1 dell’articolo 22 del decreto-legge n. 66/2014, relativo al regime fiscale in materia previsto in via temporanea per il 2014 e 2015.

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