La bioplastica non è la panacea che ci si aspettava

La bioplastica non è la panacea che ci si aspettava

a cura del Prof. Luigi Campanella

Uno studio appena pubblicato dall’Università di Pisa sull’impatto nell’ambiente marino delle buste ecologiche di bioplastica, rivela che sono biodegradabili, ma non troppo: infatti Il tempo necessario per smaltire queste buste ecologiche è molto lungo: al mare servono più di sei mesi; senza dimenticare poi che la plastica biodegradabile di cui sono fatte può comunque alterare lo sviluppo delle piante e modificare alcune importanti variabili del sedimento marino come per esempio ossigeno, temperatura e pH.

Per effettuare le ricerche è stato ricreato un ecosistema in miniatura così da analizzare i potenziali effetti diretti o indiretti dell’immissione nell’ambiente marino delle nuove buste.
E’ stato importante verificare adesso la situazione – dopo l’entrata in vigore dell’obbligo di utilizzo dei sacchetti di plastica biodegradabile nei punti vendita – perché la loro diffusione aumenterà sicuramente nei prossimi anni fino a raggiungere livelli simili a quelli delle buste tradizionali.
I possibili effetti della presenza delle buste sui fondali marini e sulla crescita di organismi vegetali superiori, i rischi di possibile massiccia immissione di plastiche cosiddette biodegradabili nei sedimenti marini e gli effetti diretti e indiretti del processo di degradazione sull’intero habitat sono aspetti in gran parte ignorati dall’opinione pubblica e non ancora adeguatamente indagati dalla letteratura scientifica.

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