a cura del Prof. Luigi Campanella

Tantissimi ricercatori stanno offrendo competenze, impegno, lavoro e tecnologie al servizio della battaglia contro la pandemia da coronavirus. Dalla crisi nasce un’opportunità per sviluppare ed incrementare i sistemi di cooperazione, le reti scientifiche, l’open science, i registri sanitari pubblici, i big data, ma anche per condividere nuove ipotesi e nuovi metodi sperimentali. Certamente a questi appartiene la biopsia liquida illustrata su Nature dal suo ideatore Alberto Bardelli dell’Università di Torino.

La biopsia liquida consente di diagnosticare e seguire lo sviluppo di un tumore analizzando pochi frammenti di DNA del tumore rivelabili e circolanti nel sangue. Accade spesso nella ricerca scientifica che uno strumento messo a punto per un obiettivo specifico si riveli utile in contesti diversi. Anche in questo caso la biopsia liquida nata in ambito oncologico  si può rivelare preziosa nella lotta alla CoViD-19.

I due contesti hanno un problema comune quando si dispone di poco DNA per poterlo analizzare: occorre allora produrre tante copie con il rischio di introdurre qualche errore. Per ridurre questo rischio il gruppo di Bardelli  ha messo a punto il metodo del doppio bar coding per riconoscere questi errori di copiatura pericolosi  anche nella via di arrivare ad un vaccino contro il coronavirus.

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La cerimonia si svolgerà domani (martedì 14 dicembre) alle 17.00 presso la sede della Capitaneria di Porto di Genova. Il Contrammiraglio Sergio Liardo, direttore marittimo della Liguria in rappresentanza del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera, e la biologa marina Sabina Airoldi, ricercatrice dell'Istituto Tethys, riceveranno il premio di Accademia Kronos «Io faccio la mia parte».

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