A cura di Michele Baldasso e di Luca Loperfido (fonte: Alberosano.it)

La capitozzatura è una “tecnica” di potatura degli alberi che consiste nel taglio indiscriminato di grossi rami, branche o del fusto stesso con il rilascio di monconi.

Numerosi studi scientifici e l’esperienza sul campo hanno confermato che la capitozzatura aumenta nel medio e lungo periodo la pericolosità dell’albero, indebolisce le piante e le rende irrimediabilmente più brutte. Solitamente la capitozzatura viene eseguita per contenere le dimensioni di un albero, nell’errata convinzione che una riduzione drastica delle sue dimensioni ne riduca il pericolo. Si evidenzia poi che le piante in condizioni normali difficilmente sono pericolose solo perché alte o di grandi dimensioni.

Gli alberi possono avere un’elevata propensione al cedimento solo quando sono caratterizzate da lesioni, cavità, deformazioni od altri difetti rilevanti. La capitozzatura rende le piante pericolose poiché i rami generati dalle gemme avventizie, anche detti “succhioni”, sono molto lunghi e si caratterizzano per un’inserzione debole e superficiale dei tessuti: tali rami si possono quindi facilmente rompere. Il taglio di sezioni di grosso diametro inoltre può causare la mancata o solo parziale cicatrizzazione della ferita di taglio favorendo ad esempio l’attacco di funghi cariogeni dei tessuti legnosi.

Ove necessario esistono metodi più indicati per limitare la crescita di un albero: fondamentale è impiegare piante di dimensioni idonee allo spazio in cui si mettono a dimora.
Nei casi in cui invece l’albero sia effettivamente in conflitto con i manufatti circostanti, sarebbe opportuno contenere le sue dimensioni con un corretto intervento di potatura ad esempio con tagli di ritorno, affidandosi a ditte qualificate e competenti in materia.

capitozzatura

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