METEOCLIMA DEL 22.09.13

 A memoria d’uomo mai in Cina si era registrata una così drammatica sequenza di piogge torrenziali, nubifragi e catastrofiche alluvioni. La peggiore alluvione è stata quella di agosto scorso con oltre 2000 tra morti e dispersi. Gli ultimi disastri in termini di tempo si sono avuti un paio di settimane fa nella regione del Gamsu e infine quello di pochi giorni fa nella regione più povera della Cina quella di Sichuan. Sembrerebbe che Gaia, la nostra Terra, voglia “punire” questa nazione perché con il suo uso massiccio di carbone per mandare avanti le sue industrie, oggi risulta il primo Paese che inquina l’atmosfera, accelerando l’effetto serra, ancora più degli USA. Ma in verità non è solo la Cina che sta subendo queste catastrofi climatiche, dobbiamo mettere nell’elenco anche l’India, Il Pakistan, il Messico e gli stessi USA. Noi in Italia, nonostante i nostri piccoli nubifragi e allagamenti, “ancora ce la caviamo”, almeno così sembra fino ad oggi. Tutto ciò, comunque, non deve meravigliarci più di tanto, visto che abbiamo superato abbondantemente le 400 ppm della CO2, e quindi modificato per sempre il clima del pianeta. Situazioni devastanti come queste della Cina, purtroppo, ne vedremo ancora delle altre.

L’ultima grave alluvione in Messico (dell’altre settimana) – foto ANSA

 

 

LE CITTA’ E IL CLIMA

Il centro di ogni agglomerato urbano nell’ambito del proprio territorio periferico, composto da prati, boschi, campagne e corsi d’acqua, si caratterizza per la capacità di produrre calore proprio a differenza di tutto ciò che di naturale lo circonda. Nell’ambito climatico regionale le città, infatti, vengono chiamate “Isole di Calore”, e questo per due importanti fattori: il primo perché la città è capace di produrre calore proprio in inverno per la presenza dei riscaldamenti domestici e in estate per la presenza sempre in aumento dei condizionatori. Mentre la combustione e il rilascio di gas serra da parte dei motori dei mezzi pubblici e privati incide al riscaldamento globale per tutto l’anno.

Il secondo fattore è dato dal riscaldamento indiretto, ossia dalla capacità di ampie strutture murarie (fabbricati) e stradali che durante il giorno assorbono, accumulandolo, il calore sia solare che quello prodotto dalla città stessa, rilasciandolo poi durante la notte.

Questi due fattori uniti fanno della città una vera e propria isola di calore. Recentemente Accademia Kronos ha voluto sperimentare il fenomeno dell’isola di calore. A Roma, in un giorno di agosto 2013, in una giornata abbastanza calda, mentre al centro della città alle ore 14 si registravano 39 gradi, alla periferia nord la temperatura era scesa a 37,5° e a 29 Km dalla capitale, nei pressi del paese di Monterosi sulla statale 2 Cassia, alla stessa ora, la temperatura nell’aria era di 35 gradi. Una differenza, quindi, di ben 4 gradi.

Il calore prodotto da una città rispetto all’ambiente esterno incide profondamente sul clima regionale. Ciò vuol dire che anche le città contribuiscono ad aumentare la temperatura terrestre.

QUALI LE SOLUZIONI?

Alcuni anni fa un team di scienziati giapponesi indicò una strada per limitare l’effetto riscaldante delle città. Ecco alcune indicazioni:

Dipingere di bianco rilucente tutti i tetti delle case, producendo in questo modo l’effetto albedo, cioè la capacità di riflettere nello spazio i raggi del Sole. Schiarire anche le strade, attualmente grigie perché asfaltate.
Trasformare le case con ampi terrazzi in giardini pensili, dotandoli di piante verdi a forte capacità di assorbimento CO2;
Eliminare all’interno della città la mobilità veicolare che utilizza benzina o gasolio, prediligendo invece quella elettrica o all’idrogeno;
Aumentare gli spazi verdi pubblici nella città e aumentare le isole pedonali;
Disciplinare in termini rigidi l’uso del riscaldamento e in estate dei condizionatori, anche attraverso l’efficienza energetica dei fabbricati;
In estate coprire le principali arterie interne con ampi tendoni esternamente bianchi. In questo modo offrendo refrigerio per l’ombra e limitando il riscaldamento dell’asfalto e delle mura dei palazzi e nel contempo riflettendo i raggi solari.

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Stiamo assistendo al declino di tutti i modelli di società che dal dopoguerra ad oggi hanno cercato di governare il mondo. Con la caduta del muro di Berlino abbiamo assistito alla fine del modello comunista ed oggi avvertiamo la fine del capitalismo. Sono sotto gli occhi di tutti le evidenti "crepe" che stanno per far crollare tutta l’impalcatura costruita da una società che ha puntato fortemente sul profitto di pochi a danno dei tanti e sulla "rapina e distruzione" dell'Ambiente.

Proseguono i controlli da parte dei militari del Comando Stazione Carabinieri di Borgo Carillia e del Nucleo Provinciale Guardie Ambientali Accademia Kronos presso le aziende zootecniche, al fine di accertare la corretta gestione degli effluenti zootecnici e le modalità di smaltimento dei rifiuti prodotti.

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