a cura di Filippo Mariani

Continua la mattanza dei cetacei sull’arcipelago delle Isole Faroe, protettorato Danese. Un piccolo stato semi-indipendente tra il Nord dell’Oceano Atlantico e il Mare di Norvegia. Anche quest’anno si è consumata una strage di esseri sensienti ( balene e delfini ) nelle acque dell’arcipelago delle Isole Faroe. Le foto scattate pochi giorni fa testimoniano le barbarie.

Accademia Kronos alcuni anni fa si attivò con altre organizzazioni europee ambientaliste per far cessare questa carneficina, ma il governo locale ci rispose che loro vivono di pesca e pertanto andava bene così!

Ma le “barbarie” nei confronti del mare di alcuni popoli europei non finisce qui… ad esempio i pescatori dei Paesi Bassi, quindi Olanda e parte delle nazioni confinanti, da anni attuano un sistema devastante di distruzione degli ecosistemi marini: la pesca elettrica.
Con potenti generatori di elettricità installati sui pescherecci scandagliano il mare e dove pensano di trovare ricche popolazioni di pesci, indirizzano potenti scariche elettriche sui fondali. Dallo shock elettrico non solo vengono uccisi i pesci, ma ogni forma di vita presente in zona. Questo è un sistema, come la pesca a strascico, che prepara la desertificazione dei mari. Per fortuna l’organizzazione ambientalista francese Bloom alla fine è riuscita a convincere l’EU ad intervenire. I colleghi dell’ONG francese hanno dimostrato scientificamente che il mare è un ecosistema complesso e i suoi fondali rappresentano le zone più importanti per la riproduzione delle specie ittiche: distruggendoli significa condannare irreversibilmente la capacità rigenerative delle popolazioni marine.

Finalmente la Commissione europea ha annunciato l’intenzione di aprire una “procedura formale di infrazione contro i Paesi Bassi” per il mancato rispetto delle leggi dell’Unione Europea. Non solo ma è stata vietata questa metodologia di pesca a partire dal 2021.
È stata lunga la battaglia combattuta da BLOOM, ma alla fine in parte ha vinto, in parte perché gli olandesi si stanno mobilitando per contrastare questa decisione EU.
E’ certamente un piccolo passo per la salvaguardia degli abitanti dei mari. Ora, però, bisogna cominciare a vietare la devastante pesca con reti a strascico…

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