a cura del Prof. Luigi Campanella

La corrosione è il processo di distruzione di qualsiasi materiale (legno, ceramica, polimero, metallo) a seguito di esposizione all’ambiente, suolo, aria, acqua (mare, fiume, palude, lago, metropolitana) o qualsiasi altro supporto. La corrosione dei metalli porta a grandi perdite: ad esempio più del 10% della produzione annua di tubi metallici diventa inutilizzabile a causa della corrosione ed analogamente le strutture sepolte nelle costruzioni metalliche non sono adatte per più di 3-4 anni.

La corrosione danneggia cavi elettrici e di comunicazione, fondo di impianti natatori, carrozzerie. La corrosione dipende da fattori quali la composizione chimica del metallo e dell’ambiente in cui è immerso, in particolare umidità e permeabilità all’aria.

La Protezione dei metalli dalla corrosione si basa sui metodi seguenti:
1. correzione di composizione dell’ambiente e/o del metallo;
2. isolamento della superficie metallica;
3. protezione elettrochimica sotto l’influenza di una corrente esterna sovrapposta alla struttura metallica;
4. impiego di inibitori di corrosione (arseniati, cromati, nitriti), deossigenazione o mezzo di neutralizzazione.

I metodi possono essere adottati o in fase di progettazione e di fabbricazione prima dell’uso o invece in fase di uso e funzionamento. Il monitoraggio della corrosione consiste nel misurare l’entità dei fenomeni corrosionistici durante l’utilizzo del materiale. Ad esempio nel caso di sistemi di tubazioni si possono applicare dei sensori che forniscono una misura indiretta della velocità di corrosione, misurando ad esempio lo spessore o la resistività elettrica del materiale. In questa maniera è possibile pianificare eventuali attività di manutenzione o sostituzione dei tubi.

Durante le prove di corrosione il materiale viene sottoposto a particolari condizioni che ne dovrebbero provocare la corrosione e a prova eseguita (o anche durante la prova) se ne misurano gli effetti. Un esempio di prova di corrosione è la camera a nebbia salina: si tratta di un’apparecchiatura all’interno della quale il materiale che si vuole testare è sottoposto a un ambiente a elevata concentrazione salina; in questa maniera è possibile simulare il comportamento del materiale in ambienti marini. Le camere cicliche di corrosione (o CCT, dall’inglese Cyclic Corrosion Test Chambers) permettono di simulare anche ambienti salini (come nel caso delle camere a nebbia salina), secchi o umidi ed è possibile modificare ciclicamente le condizioni all’interno della camera, in modo da simulare l’utilizzo del materiale in una molteplicità di possibili condizioni reali.

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