a cura di Luca Serafini

L’ondata di incendi che ha colpito diversi Stati amazzonici potrebbe essere stata innescata dagli agricoltori, incoraggiati dalle politiche espansive del governo brasiliano a liberare nuovi terreni dalla foresta, per far spazio alle coltivazioni di frumento e mangimi e agli allevamenti bovini per la produzione di carne. Fonti di stampa locali denunciano che in alcune regioni i contadini stanno dando vita a “giornate del fuoco”, approfittando dei controlli più deboli da parte delle autorità.

Da parte sua, il presidente brasiliano Bolsonaro ha accusato le Associazioni non governative di speculare sugli incendi per attaccarlo politicamente, dopo che il suo governo ha tagliato loro i fondi.
Gli attivisti ambientalisti hanno replicato duramente, sostenendo che l’attacco di Bolsonaro è un assurdo tentativo di distogliere l’attenzione dal problema della scarsa supervisione e del tacito incoraggiamento alla deforestazione. «Coloro che distruggono l’Amazzonia e lasciano che la deforestazione continui senza sosta sono incoraggiati dalle politiche del governo Bolsonaro. Da quando è entrato in carica, l’attuale governo ha sistematicamente smantellato la politica ambientale del Brasile» ha detto Danicley Aguiar, di Greenpeace Brasile.

Non è chiaro quali incendi siano stati deliberatamente innescati dagli agricoltori e quali siano, invece, accidentali o naturali. Il problema, infatti, non è limitato al Brasile. Nella vicina Bolivia, grandi incendi hanno distrutto 5.180 km2 di foresta. Un incendio che ha oscurato i cieli durante il giorno a São Paulo, a migliaia di miglia di distanza… e non finisce qui!

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