Ad inizio primavera dobbiamo registrare i fiumi, soprattutto delle nostre regioni settentrionali, carenti d’acqua come dovrebbero apparire a fine estate (nella foto il fiume Po a metà percorso).

La crisi idrica colpisce principalmente la nostra agricoltura e in particolare il comparto orto-fruttifero, ma non solo: mette a rischio il funzionamento delle centrali idroelettriche del nord Italia.

Abbiamo sentito telefonicamente alcuni funzionari dei consorzi di bonifica, in particolare il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, che ci hanno manifestato le loro preoccupazioni. Sono allo studio iniziative per far fronte alla crisi idrica, come la realizzazione di altre traverse fisse o mobili, di briglie e, comunque, di altri invasi, ma, ci dicono, non si farà in tempo a realizzarle per la prossima l’estate. Quindi, se non arriveranno abbondanti piogge, la situazione per i prossimi mesi sarà molto difficile per tutti.

L’inverno appena trascorso con le sue scarse precipitazioni soprattutto al nord non sembra essere un caso episodico, purtroppo sono anni, anche se in fasi alternate, che questa situazione si ripete. Quindi è giunto il momento di trovare qualche soluzione concreta.
Prima di continuare dobbiamo considerare un altro fatto importante per quanto concerne la distribuzione dell’acqua per usi potabili nel nostro Paese: la perdita rilevante dell’acqua lungo le varie condotte.
In occasione della giornata mondiale dell’acqua, l’ISTAT ha presentato un report che illustra in maniera esauriente la situazione, in sintesi ci dice che il 47,9% dell’acqua che dalla zona di captazione giunge agli utenti si perde per strada. La Coldiretti aggiunge che su 10 litri di acqua piovana se ne perdono circa 9. Un quadro allarmante anche in previsione dell’approvvigionamento nei mesi estivi dell’acqua per uso potabile da parte dell’industria e delle famiglie. Tutto questo accade perché le nostre condotte sono un vero colabrodo.

E’ da oltre 10 anni che Accademia Kronos sottopone questo problema ai politici e alle autorità di settore, ma ad oggi non ci sembra che siano stati fatti interventi importanti per limitare, almeno, il problema. L’UE su questo seria questione è disposta a finanziare una ricerca dettagliata su tutto il nostro territorio al fine di quantificare gli interventi più urgenti per arginare la dispersione dell’acqua potabile.

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Eravamo un po’ invidiosi noi italiani e francesi e ci chiedevamo: "perché l’oceano Pacifico e quello Atlantico hanno le isole di plastica e noi no?" Presto detto, ora anche noi abbiamo un’isola di plastica tra la Corsica e l’isola d’Elba. Non solo, ma noi siamo stati più bravi degli altri, si perché la nostra isola di plastica si trova dentro un’area marina protetta, il santuario dei cetacei!

Fino ad un trentennio fa il fine primavera, come in questi giorni, aveva il sapore dell’arrivo dell’estate, con qualche leggera puntatina di caldo, anche gradevole, che soprattutto al sud si avvicinava ai +30° e difficilmente li superava. La notte si dormiva ancora con una leggera copertina, mentre con il piumone ancora al nord. Poi arrivava qualche tranquillo temporale a riportare le temperature intoro ai 24/26° C.

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