La libellula

La libellula

Articolo di Gabriele La Malfa

Comunemente si identificano come “libellule” tutti gli insetti appartenenti all’ordine degli odonati (Odonata), in realtà, più correttamente, tale nome è proprio del genere “Libellula”.
Il termine libellula deriva dal latino “libra” (bilancia), questo, probabilmente, perché le ali tenute orizzontali e livellate fra loro ricordano i bracci di una bilancia.

Gli odonati sono un raggruppamento di insetti alati legati all’elemento acquatico (in genere zone acquitrinose e paludose), contraddistinti da una metamorfosi incompleta (eterometabolia). La larva (detta neanide o naiade) esce dall’uovo con forma già simile all’adulto, le maggiori differenze morfologiche rispetto all’immagine (stadio adulto) sono la mancanza delle ali, dell’apparato riproduttore e un diverso adattamento del sistema respiratorio (necessario visto lo sviluppo acquatico).
La parola “Odonata” è la contrazione del termine latino Odontognata (mandibola provvista di denti), infatti caratteristica peculiare di tutti gli insetti dell’ordine è l’apparato masticatore munito di mandibole dentate (il labbro inferiore termina con delle piccole pinze, visivamente simili a denti, che permettono di afferrare e divorare le prede).

Gli odonati si dividono in due sottordini*, quello degli zigotteri e quello degli anisotteri. Il primo (Zygoptera) comprende le damigelle, il secondo (Anisoptera) le libellule.
Sebbene ad un’analisi superficiale i due sottordini possano apparire sovrapponibili, in realtà si differenziano. Le damigelle hanno il paio di ali anteriore e posteriore uguali e a riposo le tengono verticali lungo l’addome, le libellule hanno il paio di ali anteriore più sviluppato di quello posteriore e a riposo le tengono aperte ed orizzontali. Inoltre le damigelle hanno i due occhi composti nettamente separati, diversamente nelle libellule i due occhi composti sono quasi sempre riuniti sulla faccia dorsale.

* c’è anche un terzo sottordine, gli Epiophlebioptera, tuttavia è quasi trascurabile poiché comprende solo due specie viventi conosciute, entrambi del genere Epiophlebia.

Tutti gli odonati sono estremamente avvezzi al volo, sono in grado di muovere le quattro ali in modo totalmente indipendente tra loro, cosa che gli permette di avere un’estrema destrezza, di planare, di stazionare in aria e di volare all’indietro. Tra essi le libellule (gli anisotteri in genere) sono quelle più abili, le ali anteriori più sviluppate di quelle posteriori aumentano ulteriormente la destrezza di volo. Tra l’altro, riuscendo a toccare i 60 km/h, sono di gran lunga gli insetti più veloci in aria.

La loro dieta è carnivora, si nutrono di insetti (soprattutto ditteri, tra cui zanzare) che afferrano in volo. Il volo, oltre che veloce, è anche silenzioso, fattore che rende questi animali degli efficientissimi predatori.
I grandi occhi composti (circa 25 mila ommatidi ciascuno) sono i più complessi tra tutti gli insetti e risultano l’organo sensoriale primario utilizzato per individuare le prede.

Le libellule sono ovipare, le uova hanno forma allungata e sono fissate ai fusti delle piante acquatiche o lasciate cadere direttamente in acqua. Le larve (neanidi) che fuoriescono da esse si sviluppa completamente in ambiente acquatico (respirano attraverso le tracheobranchie) e si nutrono di larve di altri insetti e di girini. Le neanidi, o più propriamente le naiade (neanidi che crescono in ambiente acquatico), hanno una mandibola speciale ed estensibile, chiamata “maschera”, con la quale catturano le prede.
Lo sviluppo postembrionale dura da uno a tre anni, periodo in cui l’animale va incontro a più di 10 mute. Nell’ultima muta, che precede lo stadio pupale e adulto, la larva diventa ninfa (fase giovanile con la presenza di abbozzi alari).

libellula fulva (femmina)

Nella foto una femmina adulta di Libellula fulva, una delle libellule più comuni in Europa. Le dimensioni medie di questo insetto sono 4,5-5 cm di lunghezza per il corpo e 7-8 cm di apertura alare. L’addome è relativamente lungo e sottile, diviso in dieci segmenti ben distinti (l’ovopositore della femmina si trova tra l’ottavo e il nono segmento addominale). Le antenne sono corte e poco sviluppate.

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