Articolo di Gabriele La Malfa

La lince pardina (Lynx pardinus) è un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia dei felidi (Felidae) endemico della penisola iberica, per questo chiamato anche lince iberica. In parte la sua “notorietà” è dovuta, purtroppo, al fatto di essere il carnivoro europeo a maggior rischio d’estinzione; attualmente si stima una popolazione effettiva non superiore ai 150 individui!

Considerata per molto tempo una sottospecie della lince comune (Lynx lynx), è ora di diritto classificata come una specie a se stante.
Caratteristiche distintive della specie sono la corta pelliccia con macchie scure, simili a quelle del leopardo (le altre linci hanno il pelo più lungo con chiazze piuttosto pallide), e le dimensioni/peso contenuti; per fare un raffronto la lince comune è lunga mediamente 110-150 cm e pesa tra i 25 e i 33 kg (peso massimo rilevato 40 kg), mentre la lince pardina è lunga in media 85-110 cm e pesa tra i 10 e i 13 kg (peso massimo rilevato 25 kg).
Ad ogni modo i principali tratti morfologici del genere Lynx, ossia i ciuffi di pelo sotto al mento, i pennacchi sulle orecchie e la coda corta, sono tutti presenti.

La lince pardina è un animale crepuscolare, gran parte dell’attività predatoria si concentrata durante l’alba e il tramonto. Sebbene non disdegni di lepri, roditori, uccelli e rettili, la sua preda principale è rappresentata dal coniglio selvatico (per il proprio sostentamento un maschio necessita almeno di un coniglio al giorno, una femmina con i cuccioli di almeno tre).
L’attuale drastica diminuzioni delle popolazioni di conigli selvatici, sia in Portogallo che in Spagna, ha portato non pochi problemi alle linci iberiche, che sono state costrette a variare dieta e ad entrare in diretta competizioni con altri predatori, quali la volpe rossa e il gatto selvatico.

La lince pardina tende ad essere un animale solitario, per cercare il proprio territorio, che varia da 10 a 20 kmq (a seconda della disponibilità di cibo), può effettuare notevoli spostamenti, che superano anche i 100 km. Una volta stabilitasi marca i confini del proprio territorio con l’urina, con gli escrementi posti in mezzo alla vegetazione e con vistosi graffi sulla corteccia degli alberi.

Durante il periodo degli amori le femmine lasciano il proprio territorio alla ricerca di un maschio, la gestazione è di circa due mesi e le cucciolate in genere sono di 2-3 piccoli (il picco delle nascite si ha tra marzo ed aprile).
La maturità sessuale per ambo i sessi è raggiunta a circa un anno, anche se di norma non si riproducono fino a quando non si sono stabiliti in un loro territorio (solitamente rimangono con la madre sino all’età di quasi 2 anni).
Il singolare comportamento dei cuccioli non gioca di certo a favore della preservazione della specie. Tra i 30 e i 60 giorni di età i piccoli diventano molto aggressivi gli uni con gli altri, questa aggressività può portare anche a veri e propri “fratricidi”. Non si sono ancora capiti con certezza i meccanismi alla base di tale comportamento, si ipotizza siano correlati ad un cambiamento ormonale corrispondente col passaggio della dieta alimentare dal latte materno alla carne (i conservazionisti, per evitare ciò, spesso devono tenere separati i cuccioli per un certo periodo di tempo).

La lince pardina durante il XIX secolo era diffusa in tutta la penisola iberica, oggi è relegata solamente a poche zone dell’Andalusia (Spagna meridionale). Attualmente è una specie tutelata e protetta, ma la sua esigua popolazione la rende sempre ad alto rischio d’estinzione.
Secondo gli studiosi un’eventuale sua estinzione sarebbe la prima di felino da circa 10 mila anni, periodo in cui scomparve lo smilodonte (la cosiddetta tigre dai denti a sciabola).

lince pardina

Nella foto una femmina di Lynx pardinus con accanto il proprio cucciolo.

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